I Grandi: Rainer Maria Rilke

domenica 8 novembre 2009

Inizia oggi la nuova domenica culturale di KL Kingdom: Musica (con la già  avviata rubrica Sorpresa della settimana, oggi dedicata a Petty Booka) e la nuova rubrica I  Grandi (etichetta già in uso sul blog, che però oggi è stata aggiornata e indirizzata più sulla nuova rubrica [Quindi clicando sull'etichetta I Grandi trovate già vecchi post e altri grandi nomi: Obama, Alda MErini,Mike Bongiorno, Michael Jackson e film come Qualcuno volo sul nido del cuculo, ma anche il De profundis di Oscar Wilde]). Questa nuova rubrica tratterà di grandi personaggi, di poeti, scrittori, e artisti che han fatto diventare Grande il loro nome e che magari nonostante questo non tutti conoscono. 





Rainer Maria Rilke (Praga, 4 dicembre 1875 – Montreux, 29 dicembre 1926)
è stato un poeta e scrittore austriaco di origine boema. È considerato uno dei più importanti poeti di lingua tedesca del XX secolo. Autore di opere sia in prosa che in poesia, è famoso soprattutto per i Sonetti a Orfeo, le Elegie duinesi (scritte durante il soggiorno a Duino [Trieste]) e i I quaderni di Malte Laurids Brigge.Rilke viene oggi riconosciuto come il maggior poeta tedesco dell'età moderna, come uno dei più grandi interpreti lirici della spiritualità moderna, ma la sua opera si ricollega più che altro al secolo precedente, ai simbolisti francesi (di cui tradusse anche diverse opere) e al clima decadente di fine Ottocento/inizio Novecento. I temi di fondo delle opere di Rilke sono la religiosità, profondamente influenzata dall'ambiente cattolico della sua famiglia, ma che si modifica nelle opere seguenti ai viaggi in Russia in cui era venuto a contatto con l'anziano Tolstoj, cioè in Storie del buon Dio e nel Libro delle ore (1899-1903).




DAMA ALLO SPECCHIO
Come droghe in narcotico, pian piano,
nel lucente fluir della specchiera
ella discioglie le sue pose stanche,
dentro v'immerge tutto il suo sorriso.


Ed ora, attende che l'acqua ne salga.
Poi, gitta in essa le chiome pesanti;
e, svelando dall'abito di gala
la maraviglia delle spalle ignude,
l'imagine di sé, tacita, beve.


Beve così, come berrebbe ebra
bocca d'amante: assaporando a sorsi,
diffidente, gelosa. - E accenna. E chiama
la camerista solo allor che al fondo
del muto specchio ella ritrova e fisa
- fra luci e forme della stanza assorta -
squallido il volto d'una tarda età.


CAMPANE A SERA
Campane a sera. E dai lontani monti
sempre più stanca ne ritorna l'eco.
Una fievole brezza a tratti svola
gelida su dalla vallata in fiore.


Entro i rivi d'argento, un sussurrìo
quasi di bimbi che dican preghiere.
Per la selva d'abeti oscura e folta
vibra un chiaror di secoli defunti.


Da uno squarcio di nuvola la sera
spande un fluir di sangue e di coralli
sovra i petrosi spalti. E i rossi grani
ne rimbalzano via, senza dar suono.

ATTIMO
Un silenzio improvviso è fra di noi.
Ci abbandoniamo al vento,
trasfigurati in un tremor di rami
che, al cuore del Maggio protesi,
ne ascoltan sommesse parole.


L'ombra, d'un tratto, invade ogni sentiero
Tendiamo l'orecchio in ascolto...
Un sussurrar di pioggia:
e tutto il mondo le sobbalza incontro,
per farsi più vicino a quel ristoro.







TONALITA D'AUTUNNO
L’aria raggela, come nella stanza 
d'un moribondo, alle cui porte chiuse, 
tacita e ritta, già la Morte origlia. 


Sovra gli umidi tetti, un balenìo 
scialbo s’adagia: quasi di candele 
ripalpitanti in guizzi d'agonia. 


Rantola l'acqua via per le grondaje; 
passa in rassegna uno sfilar di morte 
aride foglie, esaustamente, il vento. 


Come stormi di rondini spaurite,
trepide nubi van pe'l cielo grigio. 



Una buona fonte su inernet dove trovare molte sue opere è questa.

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~ 1 commenti: ~

perso già di suo says:
at: 9 novembre 2009 12:05 ha detto...

Mi piacciono assai le tue rubriche sui "Grandi"!

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