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Body and soul

mercoledì 14 settembre 2011


Nel giorno del 28. compleanno di Amy Winehouse esce la sua ultima canzone cantata con Tony Bennett. La canzone è disponibile anche su iTunes (a questo link). Con la canzone è possibile comprare anche un video che ritrae la Winehouse mentre incide con Bennett la canzone. 
Che dire? Canzone meravigliosa. Ora aspettiamo l'album di inediti di Amy. 


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Goodbye Amy

sabato 23 luglio 2011 0 commenti


L'ho saputo via SMS e non volevo crederci. Non poteva essere vero. Invece se ne va così forse la migliore voce che avevamo. Non servono altre parole.
Goodbye Amy.



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12 maggio 1995: Ciao Mia

giovedì 13 maggio 2010 0 commenti

15 anni fa il 12 maggio 1995 ci lasciava la grande Mia Martini. 







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A Broadway torna un grande classico dei musical: La Cage aux Folles

lunedì 12 aprile 2010 0 commenti

Queste son cose che ti fanno prendere il primo aereo per New York. Tremate, perché le pazze in gabbia son tornate! Parlo ovviamente del musical Le Cage aux Folles, un palo portante della storia dei musical.
Tutte le informazioni sono disponibili qui.
Per chi non conosce la trama:
George e il suo compagno Albin gestiscono uno sfavillante locale notturno a Saint Tropez, dove Albin si esibisce come drag queen con il nome d'arte di "Zazà". I due, che vivono insieme da oltre 20 anni, hanno cresciuto assieme Jean-Michel, figlio di George, nato da una fugace relazione eterosessuale con una ballerina.
La tranquilla vita dei due viene però messa a dura prova quando Jean-Michel annuncia di essersi fidanzato con la figlia di un politico reazionario e ultra-conservatore e che, in occasione della visita dei futuri suoceri, desidererebbe che Albin non fosse presente, per non fare cattiva impressione sul futuro suocero. Da qui ha inizio una serie di equivoci comici, che movimentano la vicenda fino a una conclusione a sorpresa.

Eccovi l'overture del musical originale (Datato 1987):

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I Grandi: Marilyn Monroe

domenica 3 gennaio 2010 0 commenti



Dopo l'obbligata pausa natalizia ecco che è di nuovo domenica. E di domenica, dopo la sorpresa musicale tocca ai Grandi. E come potremmo iniziare al meglio il 2010 se non con Marilyn Monroe?
Marilyn Monroe, nome d'arte di Norma Jeane Baker (Los Angeles, 1 giugno 1926 – Los Angeles, 5 agosto 1962), è stata un'attrice statunitense.
Il suo mito supera di gran lunga il pur apprezzato talento artistico di un'attrice sicuramente fuori dal comune, un "sogno proibito" per milioni di appassionati di cinema. Il fascino che emanava dal grande schermo e dalle copertine in carta patinata ha contribuito a farne un sex symbol fuori da ogni tempo; la fragilità che ha contraddistinto la sua esistenza (per molti versi tumultuosa e culminata in una morte tanto prematura quanto misteriosa) l'ha resa una vera e propria icona della cultura pop.









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I Grandi: Charles Dickens

domenica 20 dicembre 2009 0 commenti


Rubrica I Grandi dedicata quest'oggi a Charles Dickens e in particolare alla sua A Christmas Carol.
Per leggere il post clicca su Continua o in sua mancanza sul titolo del post.

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I Grandi: V for Vendetta

domenica 13 dicembre 2009 0 commenti

Questa settimana la scelta per i Grandi è ricaduta su qualcosa di diverso dal solito. Si tratta infatti di un film (il secondo della rubrica, dopo Qualcuno volo sul nido del cuculo)

V per Vendetta (V for Vendetta) è un film del 2005 diretto da James McTeigue.
Il film è tratto dal graphic novel V for Vendetta scritta da Alan Moore e illustrata da David Lloyd, adattata per il grande schermo dai fratelli Wachowski. La storia è ambientata in una Gran Bretagna futuristica e distopica, governata da un regime repressivo guidato da Adam Sutler. Un misterioso individuo, con il volto sempre coperto da una maschera, vi si oppone.
L'uscita del film era originariamente prevista per il 4 novembre 2005, ma per motivi di produzione è stata ritardata, al 17 marzo 2006.

Non starò qui a spiegare la trama, la potete trovare qua. VVediamo insieme le differenza tra la graphic novel originale e il film. Non l'ho ancora letta (l'ho ordinata dovrebbe arrivare in settimana), ma ho visto il film. Mi baso su ciò che ho trovato scritto su Wikipedia.

La sceneggiatura del film propone, rispetto al testo di origine, diverse differenze e semplificazioni, criticate dallo stesso Moore. In particolare, è stato aggiornato il contesto politico; ad esempio, la storia è ambientata nel primo decennio del XXI secolo - mentre nel fumetto negli anni novanta - e Lewis Prothero è un conduttore televisivo, mentre nel fumetto era una voce radiofonica.

Anche diversi particolari sono stati cambiati:

  • Nel film non vengono descritti o menzionati né Derek e Rosemary Almond né Helen Heyer e l'amante "Ally" Harper.
  • A uccidere V nel fumetto non sono i soldati di Creedy, bensì Finch.
  • Non è descritto nel film il rapporto d'amore tra la dottoressa Delia ed Erich Finch.
  • Il leader nel film è ucciso da Creedy, mentre nel fumetto da Rosemary Almond.
  • Il primo edificio a saltare in aria nel fumetto non è l'Old Bailey, bensì il Big Ben.
  • Nel film la storia di Evey è stata completamente cambiata: nel fumetto Evey non ha un fratello, poiché i genitori erano troppo poveri per potersi permettere di avere due figli. Di conseguenza, la storia dell'epidemia alla St. Mary e della disperazione dei genitori per la sua morte con conseguente attivismo politico sono state delle invenzione degli autori del film. La madre di Evey non viene portata via dagli uomini del partito, ma muore in casa di malattia. Soltanto successivamente viene portato via anche suo padre, il quale, da giovane, era stato membro di un gruppo socialista.
  • Il corpo di V viene messo sul treno per far saltare in aria Downing Street, non il parlamento, come nel film.
  • Non è descritto nel film che Evey si prenderà cura di Dominic, l'agente di Finch rimasto ferito in uno scontro armato contro i popolani.
  • L'incisione V.V.V.V.V. non è su uno specchio, bensì sul grande arco del salone della casa di V.
  • Non viene descritto il delitto di Dascombe e la conseguente rissa tra Finch e Creedy.
  • Lewis Prothero non viene ucciso, ma la sua mente è irrimediabilmente rovinata.
  • L'Ouverture 1812 di Čajkovskij intercorre quando V fa saltare la Jordan Tower.
  • La quinta sinfonia di Beethoven intercorre per mascherare il discorso tra Creedy e V, mentre nel fumetto è usata per mascherare l'omicidio del vescovo Lilliman, per mano di un'ostia avvelenata.
  • Non viene descritto il rapporto amoroso tra Gordon ed Evey.
  • Gordon non viene ucciso dagli agenti di Creedy, ma dal contrabbandiere "Ally" Harper.
  • Gordon nel fumetto non è omosessuale.
  • Creedy non è ucciso da V, come nel film, ma da Harper.
  • Non viene spiegato il rapporto che ha V con le violet rose.
  • Evey quando viene presa da V non stava andando da Gordon, ma si stava prostituendo.
  • Evey nel fumetto all'inizio ha sedici anni.
  • V non incita alla giustizia, bensì all'anarchia.
  • Nel fumetto non c'è un rapporto così intimo tra V ed Evey.
  • Nel fumetto Finch va a Larkhill e assume LSD per immedesimarsi in V; nel film, invece, va a Larkhill e ha la sensazione di poter comprendere quello che è successo e ciò che succederà.
  • Nel fumetto, Finch capisce di dover andare a Victoria Station per scovare V mentre nel film controlla tutte le stazioni della metropolitana.
  • Nel fumetto durante la rivolta finale i cittadini non indossano le maschere di V.
  • Nel film, complice la voce di Hugo Weaving, allo spettatore non viene mai lasciato il dubbio sul sesso effettivo di V; nel fumetto, Alan Moore cerca di evitare, per quanto possibile, di fornire indizi. V è infatti l'incarnazione di un'idea e, come tale, asessuato.
  • Il rapporto tra Evey e V, più simile a quello tra un filosofo ed un allievo nel fumetto, è descritto come una normale relazione amorosa nel film.
  • Ad Evey, da erede ideologica di V, spetta il compito di aiutare il popolo ad edificare la nuova Inghilterra anarchica; nel film si ritrova ridotta ad una classica innamorata.
  • Il leader nel fumetto si chiamava Susan e non Sutler. Inoltre, mentre l'Adam Susan del fumetto è un tiranno onesto, affabile e competente che crede che il totalitarismo sia il solo mezzo che possa salvare il Regno Unito dalla distruzione, Adam Sutler è la caricatura del despota idiota interessato solo al potere.
  • Nel fumetto, i totalitaristi giungono al potere senza inganni, semplicemente sfruttando la paura della gente di fronte alla deteriorata situazione internazionale; nel film, vi arrivano attraverso la manipolazione dell'opinione pubblica, realizzando attentati e attribuendone la paternità a sedicenti gruppi terroristici creati appositamente.
  • Nel film si viene a sapere che V ha ustioni di terzo grado su tutto il corpo, ma nel fumetto non viene mai menzionato nulla del genere riguardo al suo aspetto.

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I Grandi: France Prešeren

domenica 29 novembre 2009 0 commenti


France Prešeren (Vrba, 3 dicembre 1800 – Kranj, 8 dicembre 1849) è stato un poeta sloveno.
È considerato il maggior poeta sloveno e uno dei maggiori poeti romantici europei ed è una figura centrale nella storia della cultura in lingua slovena.
Spesso nel passato il nome di Prešeren è stato germanizzato in Franz Prescheren, in quanto nell'XIX secolo gran parte della Slovenia era compresa nel Ducato di Carniola, parte dell'Impero Austriaco.
Prešeren nasce nel villaggio di Vrba (in italiano "Salice"), in una famiglia di agricoltori di idee abbastanza moderne e progressiste. Lascia la casa paterna all'età di otto anni per stabilirsi presso la casa dello zio Jožef, prete di Kopanje, e frequenta le scuole elementari di Ribenizza. Negli anni di Ribenizza succede qualcosa che turberà la complessa personalità del poeta per tutta la vita, in particolare nel modo particolare di rapportarsi con le donne. L'episodio non è chiaro, ma sembra che sia relativo alla sfera della sessualità.
Finiti gli studi liceali, Prešeren si reca nel 1821 a Vienna per studiare legge, abbandonando l'idea di abbracciare il sacerdozio (idea sostenuta, ma senza alcuna imposizione, dalla madre Mina). In questi anni si dedica allo studio della poesia, sia classica che romantica e inizia a scrivere (1824). Nel 1828, divenuto dottore in legge, si reca in Moravia e successivamente ritorna a Lubiana.
Prešeren inizia a lavorare come avvocato nel 1829.
Prešeren diventa uno dei migliori amici di Matija Čop (germ. in Matthias Tschop), uno dei maggiori intellettuali sloveni del tempo e grande conoscitore della retorica e della teoria della letteratura. Čop, anche sulla base delle idee romantiche che si erano diffuse in Europa in quel periodo, è convinto della necessità della formazione di una grande letteratura nazionale che si smarcasse dalla tradizione tedesca e che riflettesse lo spirito del popolo e dell'identità slovena. Nel 1830 viene pubblicata la prima edizione della raccolta di poemi Kranjska čbelica, che introduce formule e temi romantici.
La grande emozione provata per l'incontro con Julija Primic (germ. in Julia Primitz), una ricca lubianese, lo porta a scrivere la raccolta di sonetti Sonetni venec ("Serto di Sonetti", 1834).

Opere principali/
Sonetni venec ("Serto di Sonetti"), raccolta di 15 sonetti conclusa da un sonetto-acrostico finale di dedica a Julija Primic. Il tema principale è la lode a Julia, ragazza lontana e indifferente all'amore del poeta. Particolare attenzione è dedicata alla forma metrica: l'ultimo verso di ciascun sonetto richiama letteralmente il primo verso del sonetto successivo, trasformando la raccolta in una sorta di ghirlanda.

Krst pri Savici ("Il battesimo presso la fonte Savica"), composizione epico-storica ambientata nell'VIII secolo, che narra la conversione degli sloveni al Cristianesimo.

Zdravljica ("Il Brindisi"), scritta nella forma di carmina figurata in otto strofe. La settima strofa è il testo ufficiale dell'inno nazionale sloveno dal 1991:

Maggiori informazioni qui o qui (in inglese).

Zdravljica (Il brindisi)

Amici! Le viti
ci hanno fruttato del dolce vino
che ci ravviva le vene,
e ci schiarisce il cuore e l'occhio
e cancella
tutte le preoccupazioni
rinnovando la speranza nel petto affranto!
Fratelli, per chi vogliamo cantare per primo
questo lieto brindisi!
Dio protegga il nostro Paese
e tutto il mondo sloveno
tutti i fratelli,
i figli della celebre madre!

Che un fulmine dalle nuvole colpisca
i nemici della nostra stirpe;
la casa degli sloveni sia libera
come lo era quella dei padri;
e le loro mani frantumino
le catene che li imprigionano!

Unità, fortuna, concordia
tornino da noi;
e tutti i figli del mondo slavo,
si diano la mano,
affinché il potere e l'onore
tornino nelle nostre mani!

Dio protegga voi slovene,
fiori nobili e stupendi;
non c'è una fanciulla pari
a quella del nostro sangue;
che i figli della nuova generazione
facciano tremare i nemici!

Ragazzi, speranza nostra,
questo brindisi è per voi;
Che nessuno soffochi in voi
l'amore per la patria;
perché per voi e per noi
è giunto il momento di difenderla con ardore!

Vivano tutti i popoli
che anelano al giorno
in cui la discordia
verrà sradicata dal mondo
ed in cui ogni nostro connazionale
sarà libero,
ed in cui il vicino non sarà un diavolo, ma un amico!

Infine, amici,
alziamo i bicchieri per noi stessi,
per noi che ci siamo affratellati,
perché abbiamo il cuore pieno di bontà;
che vivano a lungo
tutti gli uomini buoni!

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I Grandi: Dorian Gray

venerdì 27 novembre 2009 1 commenti


Come vi avevo anticipato, I Grandi di domenica scorsa è stato posticipato a oggi. In concomitanza dell'uscita nelle sale di Dorian Gray oggi la rubrica è dedicata (nuovamente) a Oscar Wilde, in particolare proprio a Dorian Gray. Dico nuovamente perchè se cercate nello Sticker I Grandi trovate, in uno dei primi post (qui) il De Profundis.

Per altre informazioni su Oscar Wilde potete consultare Wikipedia qui.

Il ritratto di Dorian Gray (The Picture of Dorian Gray) è un romanzo di Oscar Wilde.
Uscì originariamente nel luglio del 1890 sul Lippincott's Monthly Magazine, mentre nel 1891 lo stesso autore pubblicò sul The Fortnightly Review una prefazione al romanzo ("A Preface to The Picture of Dorian Gray"), per rispondere ad alcune polemiche sollevate dalla sua opera.
Nell'aprile 1891 Wilde fece stampare in volume il romanzo, unendovi la propria prefazione. Per esigenze puramente commerciali, legate al gusto dell'epoca, l'autore revisionò il proprio romanzo e vi aggiunse molti capitoli (il 3°, il 5°, il 15°, il 16°, il 17° e il 18°) per rendere più "voluminosa" l'opera. Secondo alcuni critici, però, quest'operazione arrecò danno al romanzo originale, facendogli perdere spontaneità e una certa dose di mistero: per questo in alcune edizioni si può trovare ancora la versione originale.
Il romanzo è ambientato nella Londra del XIX secolo. Parla di Dorian Gray, un giovane dalla straordinaria bellezza, purezza, ingenuità, capace di trasmettere sensazioni uniche a chi lo circondava. La storia ha inizio nello studio del pittore Basil Hallward, uomo dotato di particolare sensibilità e che prova forti sentimenti nei confronti di questo ragazzo, del quale sta eseguendo il ritratto. Insieme con lui c’è Lord Henry Wotton, mentore cinico e dotato di particolare eleganza. Lord Henry avrà un ruolo decisivo nella vita di Dorian, che conoscerà proprio presso Hallward: infatti, con i suoi discorsi estremamente articolati, cattura l’attenzione di questo ragazzo, rendendolo, a poco a poco, quasi l’incarnazione del suo modo di pensare. Infatti Dorian, dopo un lungo discorso con Wotton, comincia a guardare alla bellezza come ad un qualcosa di veramente raro ed importante, tanto da provare invidia verso il suo ritratto, opera davvero superba, e stringere un "patto col demonio", grazie al quale lui sarebbe restato eternamente giovane e il quadro sarebbe invecchiato al suo posto. Dopo una tormentata storia d’amore con un’attrice di teatro di nome Sybil Vane, terminata col suicidio della ragazza, Dorian, vedendo come il quadro si stia imbruttendo per i sensi di colpa e come attraverso la mutazione del corpo si manifesti la coscienza che il giovane cercava di nascondere con la propria bellezza, nasconde il quadro in soffitta e si dà ad una vita sfrenatamente lussuosa, fa lunghi e sospetti periodi d’assenza per poi ricomparire improvvisamente. Ogni tanto si reca segretamente presso la soffitta per controllare e schernire il suo ritratto che invecchia sempre più giorno per giorno, ma che gli crea anche tanti rimorsi e timori. Finché un giorno, stanco del peso che il ritratto gli portava addosso, lacera il quadro con il coltello, coltello col quale egli stesso aveva ucciso il pittore amico Hallward, infastidito dal suo dispensar consigli e ritenendolo causa dei suoi mali in quanto creatore dell'opera. Il finale ovviamente lascio che lo scopriate da soli.

Ecco l'incipit dell'opera:
  • in inglese:
The studio was filled with the rich odor of roses, and when the light summer wind stirred amidst the trees of the garden there came through the open door the heavy scent of the lilac, or the more delicate perfume of the pink-flowering thorn. From the corner of the divan of Persian saddle-bags on which he was lying, smoking, as usual, innumerable cigarettes, Lord Henry Wotton could just catch the gleam of the honey-sweet and honey-colored blossoms of the laburnum, whose tremulous branches seemed hardly able to bear the burden of a beauty so flame-like as theirs; and now and then the fantastic shadows of birds in flight flitted across the long tussore-silk curtains that were stretched in front of the huge window, producing a kind of momentary Japanese effect, and making him think of those pallid jade-faced painters who, in an art that is necessarily immobile, seek to convey the sense of swiftness and motion.

  • la migliore versione in italiano (secondo me) di Raffaele Calzini
Lo studio era intriso d'uno splendido odore di rose, e quando la lieve brezza estiva frusciava tra gli alberi del giardino, dalla porta aperta penetrava il pesante profumo delle serenelle, o quello più delicato dei rosaspini. Sdraiato nell'angolo di un divano coperto di stoffe persiane, e fumando, secondo la sua abitudine, un numero indefinito di sigarette, Lord Henry Wotton poteva vedere i fiori di un'acacia, colorati e dolci come il miele, quei rami fragili che pareva potessero appena sopportare una bellezza tanto splendida; e di quando in quando l'ombra fantastica di un uccello volante si proiettava e scorreva sulle pesanti tende di seta, con una specie di fuggitivo effetto giapponese, facendogli ricordare quei pittori di Tokio, dal viso di giada pallida, che pur servendosi d'un'arte necessariamente statica, cercano di rendere il senso della velocità e del moto.

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Oggi niente rubrica I Grandi, ecco perchè

domenica 22 novembre 2009 0 commenti

Oggi non viene pubblicata la rubrica I Grandi. Questo perchè è spostata a venerdì, quando in coincidenza di un evento, si presenterà un grande, forse il più grande scrittore del 800.
Di chi parlo?
Ecco un anticipazione:

A me piace parlare al muro..è il solo al mondo che non mi contraddica

C'è differenza tra pettegolezzo e diffamazione. Il pettegolezzo è una cosa deliziosa. La storia che si studia non è altro che un pettegolezzo. Ma la diffamazione è un pettegolezzo reso noioso dalla morale!

Che cosa è un cinico? Uno che sa il prezzo di ogni cosa e il valore di nessuna.

Credevo di avere un cuore..ma un cuore non si adatta a me. In un certo senso, non si addice all'abbigliamento moderno.

È assurdo dividere la gente in buona o cattiva. La gente è affascinante o noiosa. Io mi schiero dalla parte affascinante.

Tocca a voi scoprire di chi parlo, se non l'avete ancora capito eccovi un'altro aiuto:



Non credo sia difficile dai
;)

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I Grandi: José Saramago

domenica 15 novembre 2009 0 commenti


José de Sousa Saramago
(Azinhaga, 16 novembre 1922)
è uno scrittore, poeta e critico letterario portoghese, premio Nobel per la letteratura nel 1998.

Nel 1947 scrisse il suo primo romanzo "Terra del peccato", (che in seguito ripudiò come un figlio scapestrato), ma il Portogallo di Salazar, il dittatore a cui Saramago s'era sempre opposto tenacemente e dal quale era sempre stato pesantemente censurato nella propria attività giornalistica, non l'accolse benevolmente. S'iscrisse clandestinamente al Partito Comunista portoghese nel 1969, riuscendo sempre ad evitare di finire nelle mani della polizia politica del regime.
Durante gli anni sessanta riscosse molto successo la sua attività di critico letterario per la rivista "Seara Nova". La sua prima raccolta di poesie "I poemi possibili" risale a quegli anni, precisamente al 1966.
Uno dei tratti più caratterizzanti le opere di Saramago è il narrare eventi, che si presentano come storici, da prospettive piuttosto insolite e controverse, cercando di mettere in luce il fattore umano dietro l'evento. Sotto molti aspetti, alcune sue opere potrebbero essere definite allegoriche. Saramago tende a scrivere frasi molto lunghe, usando la punteggiatura in un modo anticonvenzionale. Ad esempio, non usa le virgolette per delimitare i dialoghi, non segna le domande col punto interrogativo; i periodi possono essere lunghi anche più di una pagina e interrotti solo da virgole dove la maggior parte degli scrittori userebbe dei punti.
Molte delle sue opere, come Cecità, Saggio sulla lucidità, Le intermittenze della morte iniziano con un avvenimento inaspettato, surreale o impossibile, che si verifica in un luogo imprecisato. Non ci si deve domandare come sia potuto accadere: è successo, punto e basta. Da questo avvenimento scaturisce poi una storia complessa, occasione per studiare le mille forme del comportamento e del pensiero umano. I protagonisti (spesso senza nomi propri) devono cercare con le loro sole forze di uscire dalla situazione che si è venuta a creare.
È frequente l'uso dell'ironia: ai personaggi non vengono risparmiate critiche per i loro comportamenti, spesso discutibili, ma profondamente umani. Non ci sono eroi, ma semplicemente uomini, con i loro pregi ed i loro difetti. Ed in effetti non manca la pietà e la compassione dello scrittore per essi, piccoli rappresentanti del genere umano.

Saramago ha aperto un blog dove scrive costantemente e mantiene il contatto diretto con i suoi lettori. Dalle sue pagine ha anche contestato Berlusconi per la sua politica in Italia. In seguito a tale articolo, la casa editrice Einaudi (Gruppo Mondadori) ha annunciato che non pubblicherà la raccolta dei suoi scritti sul blog denominata Il quaderno, la quale invece sarà edita in Italia da Bollati Boringhieri

per più informazioni clicca qui.

Stralci di alcune sue opere prese da Wikiquote:

L'uomo duplicato
L'uomo che è appena entrato nel negozio per noleggiare una videocassetta ha nella sua carta d'identità un nome tutt'altro che comune, di un sapore classico che il tempo ha reso stantio, niente di meno che Tertuliano Máximo Afonso. Il Máximo e l'Afonso, di applicazione piú corrente, riesce ancora ad ammetterli, a seconda, però, della disposizione di spirito in cui si trovi, ma il Tertuliano gli pesa come un macigno fin dal primo giorno in cui ha capito che l'infausto nome si prestava a essere pronunciato con un'ironia che poteva essere offensiva. È professore di Storia in una scuola media, e la videocassetta gli era stata suggerita da un collega di lavoro che tuttavia non si era dimenticato di preavvisare, Non che si tratti di un capolavoro del cinema, ma potrà intrattenerla per un'ora e mezza.

Le intermittenze della morte
Il giorno seguente non morì nessuno. Il fatto, poiché assolutamente contrario alle norme della vita, causò negli spiriti un enorme turbamento, cosa del tutto giustificata, ci basterà ricordare che non si riscontrava notizia nei quaranta volumi della storia universale, sia pur che si trattasse di un solo caso per campione, che fosse mai occorso un fenomeno simile, che trascorresse un giorno intero, con tutte le sue prodighe ventiquattr'ore, fra diurne e notturne, mattutine e vespertine, senza che fosse intervenuto un decesso per malattia, una caduta mortale, un suicidio condotto a buon fine, niente di niente, zero spaccato.

Tutti i nomi
Sopra la cornice della porta c'è una placca metallica lunga e stretta, rivestita di smalto. Su sfondo bianco, le lettere nere annunciano Conservatoria Generale dell'Anagrafe. Lo smalto è crepato e sbrecciato in alcuni punti. La porta è antica, l'ultimo strato di vernice marrone si sta scrostando, le venature del legno, visibili, ricordano una pelle striata. Ci sono cinque finestre sulla facciata. Appena si varca la soglia, si sente l'odore della carta vecchia.

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I Grandi: Rainer Maria Rilke

domenica 8 novembre 2009 1 commenti

Inizia oggi la nuova domenica culturale di KL Kingdom: Musica (con la già  avviata rubrica Sorpresa della settimana, oggi dedicata a Petty Booka) e la nuova rubrica I  Grandi (etichetta già in uso sul blog, che però oggi è stata aggiornata e indirizzata più sulla nuova rubrica [Quindi clicando sull'etichetta I Grandi trovate già vecchi post e altri grandi nomi: Obama, Alda MErini,Mike Bongiorno, Michael Jackson e film come Qualcuno volo sul nido del cuculo, ma anche il De profundis di Oscar Wilde]). Questa nuova rubrica tratterà di grandi personaggi, di poeti, scrittori, e artisti che han fatto diventare Grande il loro nome e che magari nonostante questo non tutti conoscono. 





Rainer Maria Rilke (Praga, 4 dicembre 1875 – Montreux, 29 dicembre 1926)
è stato un poeta e scrittore austriaco di origine boema. È considerato uno dei più importanti poeti di lingua tedesca del XX secolo. Autore di opere sia in prosa che in poesia, è famoso soprattutto per i Sonetti a Orfeo, le Elegie duinesi (scritte durante il soggiorno a Duino [Trieste]) e i I quaderni di Malte Laurids Brigge.Rilke viene oggi riconosciuto come il maggior poeta tedesco dell'età moderna, come uno dei più grandi interpreti lirici della spiritualità moderna, ma la sua opera si ricollega più che altro al secolo precedente, ai simbolisti francesi (di cui tradusse anche diverse opere) e al clima decadente di fine Ottocento/inizio Novecento. I temi di fondo delle opere di Rilke sono la religiosità, profondamente influenzata dall'ambiente cattolico della sua famiglia, ma che si modifica nelle opere seguenti ai viaggi in Russia in cui era venuto a contatto con l'anziano Tolstoj, cioè in Storie del buon Dio e nel Libro delle ore (1899-1903).




DAMA ALLO SPECCHIO
Come droghe in narcotico, pian piano,
nel lucente fluir della specchiera
ella discioglie le sue pose stanche,
dentro v'immerge tutto il suo sorriso.


Ed ora, attende che l'acqua ne salga.
Poi, gitta in essa le chiome pesanti;
e, svelando dall'abito di gala
la maraviglia delle spalle ignude,
l'imagine di sé, tacita, beve.


Beve così, come berrebbe ebra
bocca d'amante: assaporando a sorsi,
diffidente, gelosa. - E accenna. E chiama
la camerista solo allor che al fondo
del muto specchio ella ritrova e fisa
- fra luci e forme della stanza assorta -
squallido il volto d'una tarda età.


CAMPANE A SERA
Campane a sera. E dai lontani monti
sempre più stanca ne ritorna l'eco.
Una fievole brezza a tratti svola
gelida su dalla vallata in fiore.


Entro i rivi d'argento, un sussurrìo
quasi di bimbi che dican preghiere.
Per la selva d'abeti oscura e folta
vibra un chiaror di secoli defunti.


Da uno squarcio di nuvola la sera
spande un fluir di sangue e di coralli
sovra i petrosi spalti. E i rossi grani
ne rimbalzano via, senza dar suono.

ATTIMO
Un silenzio improvviso è fra di noi.
Ci abbandoniamo al vento,
trasfigurati in un tremor di rami
che, al cuore del Maggio protesi,
ne ascoltan sommesse parole.


L'ombra, d'un tratto, invade ogni sentiero
Tendiamo l'orecchio in ascolto...
Un sussurrar di pioggia:
e tutto il mondo le sobbalza incontro,
per farsi più vicino a quel ristoro.







TONALITA D'AUTUNNO
L’aria raggela, come nella stanza 
d'un moribondo, alle cui porte chiuse, 
tacita e ritta, già la Morte origlia. 


Sovra gli umidi tetti, un balenìo 
scialbo s’adagia: quasi di candele 
ripalpitanti in guizzi d'agonia. 


Rantola l'acqua via per le grondaje; 
passa in rassegna uno sfilar di morte 
aride foglie, esaustamente, il vento. 


Come stormi di rondini spaurite,
trepide nubi van pe'l cielo grigio. 



Una buona fonte su inernet dove trovare molte sue opere è questa.

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Alda Merini (1931-2009)

mercoledì 4 novembre 2009 0 commenti




Perché t'amo e mi sfuggi,
pesce rosso di vita
umido dentro l'erba
palpitante nel sole?

Perché non ho parola
dura come la pietra
che ti ferisca a morte?

Così ti fermerei,
e potrei disegnarti
un arabesco sul cuore.

La mia poesia è alacre come il fuoco
trascorre tre le mie dita come un rosario.
Non prego perché sono un poeta della sventura che tace, a volte, le doglie di un parto dentro le ore,
sono il poeta che grida e che gioca con le sue grida,
sono il poeta che canta e non trova parole,
sono la paglia arida sopra cui batte il suono,
sono la ninnananna che fa piangere i figli,
sono la vanagloria che si lascia cadere,
il manto di metallo di una lunga preghiera del passato cordoglio che non vede la luce.

Dimmi almeno
che oscura meraviglia
già ti prende di me,
che trovi bella
questa sommessa,
e umile giunchiglia
che già ti paragona
a una stella;
dimmi che me divina
e me presente
senti dentro
il tuo letto di piacere,
dimmi che un bacio
fuga dolcemente
tutte le smanie

e tutte le chimere.

Bambino,
se trovi l'aquilone della tua fantasia
legalo con l'intelligenza del cuore.
Vedrai sorgere giardini incantati
e tua madre diventerà una pianta
che ti coprirà con le sue foglie.
Fa delle tue mani due bianche colombe
e portino la pace ovunque
e l'ordine delle cose.
Ma prima di imparare a scrivere
guardati nell'acqua del sentimento.

Bella ridente e giovane
con il tuo ventre scoperto,
e una medaglia d'oro
sull'ombelico,
mi dici che fai l'amore ogni giorno
e sei felice e io penso che il tuo ventre
è vergine mentre il mio
è un groviglio di vipere
che voi chiamate poesia
ed è soltanto tutto l'amore
che non ho avuto
vedendoti io ho maledetto 
la sorte di essere un poeta.

Veleggio come un'ombra
nel sonno del giorno
e senza sapere
mi riconosco come tanti
schierata su un altare
per essere mangiata da chissà chi.
Io penso che l'inferno
sia illuminato di queste stesse
strane lampadine.
Vogliono cibarsi della mia pena
perché la loro forse
non s'addormenta mai.


Mi sono permesso di pubblicare alcune sue poesie prese da internet per ricordare questa grande poetessa italiana.
Addio Alda 

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Ciao Alda

domenica 1 novembre 2009 0 commenti

Ciao Alda 










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Qualcuno volò sul nido del cuculo

sabato 17 ottobre 2009 0 commenti







Se volete vedere la scena finale di questo fantastico film cliccate su continua...

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Addio Mike!

martedì 8 settembre 2009 0 commenti













Addio Mike. Un'altra parte della storia della tv che ci lascia. Un grande, un re. Il celebre conduttore è stato vittima di un infarto mentre si trovava a Montecarlo.
Addio Mike!!!


photostory di un re da Ansa.it

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Martin Luther King: I have a dream

martedì 1 settembre 2009 0 commenti


« Ho un sogno: che un giorno questa nazione si sollevi e viva pienamente il vero significato del suo credo: "Riteniamo queste verità di per se stesse evidenti: che tutti gli uomini sono stati creati uguali" »

«Per cui vi dico, amici miei, che anche se affronteremo le difficoltà di oggi e di domani, ancora io ho un sogno. Lasciate risuonare la libertà da ogni collina e montagna del Mississippi, da ogni lato della montagna lasciate risuonare la libertà. E quando questo accadrà, e quando lasceremo risuonare la libertà, quando la lasceremo risuonare da ogni villaggio e da ogni casale, da ogni stato e da ogni città, saremo capaci di anticipare il giorno in cui tutti i figli di Dio, uomo Negro e uomo Bianco, Ebreo e Cristiano, Protestante e Cattolico, potremo unire le nostre mani a cantare le parole del vecchio spiritual Negro: Liberi finalmente, liberi finalmente; grazie Dio Onnipotente, siamo finalmente liberi.»

Sono passati 46 anni da queste frasi pronunciate da Martin Luther King davanti al Lincoln Memorial di Washington al termine di una marcia di protesta per i diritti civili.
Purtroppo la libertà non è ancora un fatto ovvio...e chissà se mai lo diventerà...

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Severn Suzuki la ragazzina che zitti il mondo per 6 minuti nel '92

venerdì 31 luglio 2009 0 commenti


cos'è cambiato in 17 anni? Se questa ragazzina parlasse oggi, il discorso sarebbe differente?
NO, purtroppo...

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Sweet Dreams

venerdì 10 luglio 2009 0 commenti


Pensavo che Beyoncé si fosse ritirata. Da tanto tempo non faceva un video. Invece eccola qua! Con salto tecnologico incluso! Beyoncé riscopre i colori! Video spettacolare e bellissimo! Oserei dire il migliore. Con un tormentone alla Single Ladies in arrivo!

Comunque questa qua è la giovane più ricca del globo e sta cercando di fare un remake di Sister Act nelle vesti che furono di Whoopy... non aspetto altro!!!
Intanto godiamoci una Beyoncé strafiga. il video è disponibile qui

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Farrah & Michael in the 80's

martedì 30 giugno 2009 0 commenti







I due miti scomparsi da poco ci riportano nei favolosi anni '80!!!
Da qui parte il nostro viaggio...

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