For a thousand years: Natalija Verboten

domenica 15 aprile 2012



NATALIJA VERBOTEN



Dopo avere ascoltato, insieme a un pubblico attonito, i voti con cui i giurati la escludevano da una superfinale che sembrava già vinta a mani basse, Natalija Verboten avrà certamente avuto bisogno di una spalla su cui piangere…
Raramente il risultato di una finale di Ema sembra già certo in partenza come nel 2004: Natalija vive un periodo d’oro e la sua Cry on My Shoulder, scritta da due veterani come Urša e Matjaž Vlašič, nella seconda semifinale aveva già raccolto attraverso il televoto un consenso quasi plebiscitario. In un’edizione innovativa con impostazione “alla Melodifestivalen” su quattro semifinali a cadenza settimanale e aperta anche a brani in altre lingue, nessuno sembra in grado di fermare la corsa della nuova regina del turbo-folk e dello schlager in salsa slovena. Nessuno… tranne la giuria, che per la quinta volta consecutiva (Darja su Tinkara nel ’99, Nuša su Karmen nel 2001, le Sestre su un’affranta Karmen nel 2002, i Bepop fuori dalla superfinale nel 2003) ritocca in modo decisivo il parere dei telespettatori. A volte forse opportunamente, per frenare l’onda della popolarità del momento che rischia di infrangersi ancor prima di arrivare all’Esc, altre incomprensibilmente, quasi a tarpare le ali a ogni possibilità di buon risultato in sede eurovisiva. Nel 2004 l’intervento raggiunge livelli parossistici: a Natalija non viene assegnato nessun punto, rendendo inutili i 12 prevedibili punti ottenuti grazie al pubblico (17.754 televoti, rispetto ai 11.046 dei Platin, unici a superare quota 5.000). Alla sfida finale accedono Alya, le Rožmarinke e i Platin: saranno questi ultimi a staccare il biglietto per Istanbul, dove come previsto si fermeranno in semifinale, diciannovesimi con 11 punti. Con Natalija la qualificazione sarebbe stata probabilissima. A posteriori è difficile negare che quel brusco stop non abbia in parte inciso sulla sua carriera: “Natalija Nacionale” ha ripiegato soprattutto sul suo peculiare turbo-folk edulcorato che continua a garantirle una vasta e affezionata schiera di fans, ma ha trascurato le frequentazioni nel pop più puro intraprese fino al 2004.
Natalija era nata come cantante melodica, sulla scia di molte artiste degli anni Novanta. Il suo debutto a Ema, nel 1997 con la bella Nekdo, non era stato molto positivo (si era classificata penultima) ma ne aveva messo in luce il colore caldo della voce, capace di sopperire a una potenza non particolarmente spiccata con l’emozione e le doti interpretative. Se già il secondo album aveva ottenuto un buon riscontro grazie ad alcune ballate appassionate (Ne budi me, Naj angeli te čuvajo) con il terzo Natalija fa il botto e abbandona l’immagine rassicurante e troppo matura del passato per un look molto più sexy. I brani romantici restano, ma è Rdeč Ferari a permetterle di conquistare una nuova, vasta fetta di pubblico: nelle mille feste campestri, nelle autoradio, nei locali alla moda della Riviera, ovunque risuona il suo semplice “turbo-inno” all’amore, perché alla fine un tenero abbraccio è ciò che conta, non possedere una Ferrari nel garage :)
Rdeč Ferari è la canzone del 2000. Subito dopo Natalija passa dalla Zlati zvoki alla Nika Records e arriva ai primi posti della classifica con il suo nuovo lavoro, Od jutra do noči, in cui alterna turbo-folk (Lizika, Vroče ustnice) e ballate come Oklep okrog srca e Kot sveča v vetru (versione in sloveno di There You’ll Be di Faith Hill), una delle prove più apprezzate della sua carriera. Nel 2003, un ulteriore salto di qualità: refrattaria ai festival, che aveva disertato fin dal deludente esordio a Ema, Natalija decide di presentarsi a Slovenska popevka con Na pol poti, un’intensa composizione che le frutta la vittoria e che dà il titolo al successivo album, nato come i precedenti dalla collaborazione con i Vlašič e attraversato dal fil rouge dell’amore, cantato sia con tenerezza che con scanzonata allegria, come nel fortunato singolo Zate na Triglav.
Poi l’avventura di Ema, conclusasi come sappiamo.
Natalija ci riprova nel 2006 con SOS, ma non convince del tutto e si piazza sesta.
Nel 2008, trainato dal singolo omonimo e da Pozabi me, esce l’album Ko te zagrabi con un nuovo team di produzione. Negli ultimi anni Natalija è attivissima: diventa mamma, collabora con altri nomi di primo piano della scena musicale, da Rebeka Dremelj (Strup) agli ansambel popolari Modrijani e Štajerskih 7, e pubblica diversi singoli che attendono di trovare collocazione nel prossimo album: Ma kje si ti, Ti edini, Slovensko srce, Zapoj Slovenija e il recentissimo Knockout, scritto da Aleš Klinar e Anja Rupel.
Le lacrime di Ema ’04 sono solo un ricordo lontano …
flymark

I dischi di N.Verboten: 
Ko zaprem oči (Zlate zvoki, 1996), 
Naj angeli te čuvajo (Zlate zvoki, 1998), 
Sonce iz srca (Zlate zvoki, 2000), 
Od jutra do noči (Nika, 2001), 
Na pol poti (Nika, 2003), 
Dva policaja (Nika, 2005, EP), 
Dva policaja in druge uspešnice (Nika, 2005, best), 
Ko te zagrabi… (Nika, 2008).

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~ 1 commenti: ~

Marcello says:
at: 18 aprile 2012 10:11 ha detto...

"sos" se non sbaglio era un mezzo plagio di "alla flickor" di linda bengtzing... :)

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