For a thousand years: Alya

venerdì 23 marzo 2012 0 commenti



Alya

La fusione tra Christina Aguilera e Britney Spears è stata realizzata a Lubiana più di dieci anni fa e il suo nome è Alya. E nel tempo la nuova creatura si è staccata dai modelli di partenza, si è ritagliata la sua fetta di successo e la sta ancora assaporando, riuscendo tra l’altro nell’impresa di schivare le crisi personali e creative che hanno costellato il percorso delle due star a cui è stata spesso paragonata.
Anche perché qui non si parla di un prodotto di laboratorio, ma di un’artista talentuosa che fin da giovanissima suona, canta e compone. A Hit Festival 2001 debutta col botto chiudendo seconda con Mr.Poželenja alle spalle di Alenka Godec; nel 2002 arriva il successo estivo di Igra.
Ma Alya deve molta della sua fortuna iniziale a Ema: nel 2003 debutta con Exploziv(no), titolo profetico per la sua carriera e per il boom del 2004. Difficile prevedere, dopo il tredicesimo posto dell’anno precedente, un’affermazione come quella ottenuta con Fluid. E invece Alya cosparge con il suo fluido magico tutta la sua avventura, prima superando un po’ in sordina la sua semifinale e poi conquistando il pubblico in finale: i voti da casa la sospingono fino allo spareggio a tre e, contemporaneamente, ne decretano l’ingresso tra i grandi. Come in un sogno, in pochi mesi Alya viene proclamata cantante dell’anno, Fluid è premiata come miglior brano rock e il suo album eponimo ottiene il disco di platino. Per ben due anni vengono estratti singoli che raggiungono uno dopo l’altro il top delle classifiche, da Alya a Omama a Zvezda večera a Občutek: se l’immagine contribuisce certamente al lancio (i lunghi capelli biondi con mèches dai colori sempre diversi, gli abiti succinti a lasciare poco spazio all’immaginazione), Alya dimostra in fretta di non rientrare nel cliché della “blondinka” sexy ma poco sveglia. Il suo sorriso, in scena, svela sempre il gioco, l’autoironia, l’intelligenza delle scelte compiute. La persona dietro il personaggio.
Alya si ripresenta a Ema altre tre volte. Nel 2005, con Exxtra, raccoglie ben 11.000 voti, ma l’aspettativa altissima nei suoi confronti e la presenza di quattro favoritissimi come Omar Naber, Saša Lendero, Rebeka Dremelj e Nuša Derenda ne circoscrivono al quinto posto il massimo traguardo. Nel 2007 arriva la delusione del dodicesimo posto con Vizija, mentre nel 2009 torna al vertice insieme a Rudi Bučar con cui interpreta la bella Zadnji dan, terza a pari merito con Vse bi zate dal di Samuel Lucas.
Ma Ema è solo una vetrina per Alya, le hit si susseguono a ogni stagione, con “picchi di calore” in estate: A veš, Zelo naglas, Absolutely moj, Brazil, Tu in zdaj, Vse bo v redu… Il fluido di Alya continua a fare effetto.



I dischi di Alya: 
Alya (Menart, 2004), 
Non Stop! (Menart, 2009).





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Le canzoni di Baku: La prima iscritta al Club 0 Points

0 commenti


Ebbene, oggi ci tocca presentare la prima canzone del Club 0 Points, che quest'anno non sarà così vuoto mi sa.
San Marino c'è anche quest'anno. E fin qui va tutto bene. Hanno scelto per ultimi, facendo un hype enorme intorno al tutto che chapeau! Non volevano dire niente di niente e poi bum! Un paio di giorni prima della conferenza stampa si scopre il profilo su FB di Tale Valentina Monetta con le bandiere di San Marino. E poi arriva la fatidica sera della presentazione della canzone. La canzone, fatta per i ggiovani (bisognava capirlo!) si intitolava Facebook song...o qualcosa del genere. E subito fu chiaro che l'EBu l'avrebbe, giustamente, mandata a cagare....anzi no, diciamo che non l'avrebbe accettata. (Come ha anche fatto.) Quindi San Marino ha avuto tempo fino ad oggi per presentare la canzone, cosa che hanno fatto ieri sera. Il risultato finale è da sbellicarsi dalle risate (Nina, altro che Croazia 2011!):


Vabbe, servono altri commenti? Eccerto, quest'anno ci piace rigirare il coltello nella piaga! Bene, nella canzone ci sono riferimento al cyber-sex, al sex col daddy e al gaggling. Siccome anche se non sembra abbiamo anche noi del pudore, per il significato googlatevelo!). Ora la domanda è:
Valentina, hai anche una bella voce, potresti anche avere una discreta carriera... PERCHÉ? PERCHÉ? PERCHÉ? 
Siccome a San Marino hanno detto che faranno una promozione ggiovane sui social network e su internet, se Valentina vorrà rispondere siamo qua.  Mica ci tiriamo indietro! 

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Le canzoni di Baku: L'Italia out of mind

mercoledì 21 marzo 2012 0 commenti


Oggi finalmente come promesso iniziamo a presentare le canzoni all'Eurovision 2012. Iniziamo presentando l'Italia. 
Il nostro amato stivale sarà rappresentato dalla carciofara Nina Zilli. Ebbene si, oggi la signora Zilli ha fatto una bellissima intervista in cui abbiamo scoperto che: non sa dov'è l'Azerbaijan ne che Baku sia la sua capitale, non ha idea di cosa sia l'ESC, crede che sia una baracconata, ha insultato l'Azerbaijan, ha paragonato Ell&Nikki (i vincitori del 2011) ai Jalisse (evidentemente secondo lei dare a qualcuno del Jalisse è un offesa), ha detto che....basta, mi sono stufato. I nostri amici di HelloESC hanno pubblicato su youtube il video che vi posto:


Però oh, a lei l'ESC serve cacchio!
Bene, diciamo che la nostra sporca figura da provinciali, che ci crediamo migliori di tutti l'abbiamo fatta anche quest'anno.
Ma siamo qua per presentare la canzone, non per gettare merda sulla Zilli (anche se, in questo momento se lo merita...altro che rappresentare l'Italia all'Eurovision...vai a rappresentarla alla sagra del carciofo nel Burundi....anzi no, non rappresentare nemmeno l'Italia che forse è meglio.)
Comunque, la canzone è: L'Amore è femmina- out of love. 


Che poi diciamocelo, fa la sua sporca figura (questa volta non di merda.) . La canzone è quasi tutta in inglese, con poche frasi in italiano. Ed è anche capibile, perché ripeto a lei l'ESC serve cacchio! In questo momento mi verrebbe da aggiungere: per andare a fanculo... o rimanere in quello stato grande grande, che è sicuramente sul mare....il Kazahstan, dove non c'è un casso..Sai che Dubaiata! (citazione...più o meno.)

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For a thousand years: Tanja Ribič

domenica 4 marzo 2012 0 commenti


Tanja Ribič


Tanja Ribič non occupa un ruolo di primissimo piano nella musica slovena, eppure la pagina da lei scritta nella storia di Ema è certamente una delle più memorabili. Il 1997 è un anno particolare per la selezione eurovisiva slovena: viene adottato il nome attuale, acronimo di Evrovizijska Melodija, e per la prima volta si affida la scelta esclusivamente al pubblico attraverso il televoto. La lista dei prescelti è di grande interesse: Darja Švajger tenta il bis e con lei anche Irena Vrčkovnik e Vili Resnik arrivano con ambizioni di vittoria; debuttano Tinkara Kovač e Natalija Verboten; Melita Osojnik e Klarisa Jovanovič propongono il brano folk più autentico mai presentato a Ema; irrompono le boyband con i Rok’n’Band, i Napoleon, i GROM e il duo femminile M4M… Ma tra tutti, si fa largo Tanja Ribič, affermata attrice teatrale. Il suo brano, Zbudi se (vedi il video), nasce da una collaborazione di prestigio tra il suo mentore Saša Lošić, uno dei più celebri compositori dei Balcani, e il cantautore Zoran Predin. Tanja, con una performance piena di pathos, riesce a trasportare per tre minuti gli spettatori in un evocativo mondo di fiaba dal messaggio universale, l’attesa dell’amore, la speranza di un’alba migliore. Con 4.493 televoti sbaraglia tutti (seconda è Darja con Vsakdanji čudezi che ne riceve 3.706) e, praticamente al debutto in campo musicale, conquista il diritto di rappresentare la Slovenia a Dublino. Sull’Isola Verde Tanja viene inserita dai bookmakers tra i favoriti e la sua esibizione (vedi qui) è tra le più applaudite. Alla fine Zbudi se si classifica decima, forse un po’ al di sotto delle aspettative slovene, ma si tratta di una delle più belle e competitive edizioni della kermesse europea e rimane tuttora il terzo miglior risultato dall’indipendenza oltre che uno dei brani più significativi tra quelli portati dalla Slovenia all’Eurovision. Zbudi se viene anche tradotta per il mercato internazionale con il titolo di Waken Now.
Con una partenza così, proseguire la carriera canora in parallelo a quella teatrale diventa una decisione naturale e nel 1998 e nel 2000 escono due album con brani come Moja mala dlan, Za vsako rano, Brez tebe nebi, Simpatija, Roža, Jablana, la cover di Mambo italiano. Affermazioni come quella del 1997 però non arrivano più, e se negli anni seguenti il rapporto con la musica si affievolisce, si sviluppa quello con il cinema. Tanja diventa una delle principali attrici del momento: protagonista di successi come Halgato e Nepopisan list, ottiene un ruolo anche nel premiatissimo No Man’s Land di Tanović e, soprattutto, nel 2003 è artefice del successo di Kajmak in marmelada insieme al marito, il regista bosniaco Branko Đurić. Il film diventa il più visto di sempre in Slovenia, con 125.000 spettatori, record poi superato da Petelinji zajtrk nel 2007. La popolarità di Tanja Ribič raggiunge l’apice tra 2004 e 2007 con il ruolo della direttrice in una serie televisiva di produzione nazionale che diventa un vero e proprio fenomeno mediatico, Naša mala klinika. 
Nel 2008 riceve il premio per migliore attrice al Taormina Film Fest per il film Traktor, ljubezen in rock’n’roll.
Nel viaggio artistico di Tanja la musica tuttavia torna periodicamente a fare tappa attraverso le prove cinematografiche. Interpreta Sinoči sem na vasi bil in Kajmak in marmelada e da ultimo Lajanje v luno per la colonna sonora del film d’animazione Bolt. A farci tornare alla mente, ogni volta, la storia di una principessa in bianco che ha trasformato un sogno in realtà.
flymark


I dischi di Tanja Ribič: 
Ko vse utihne (1998), 

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OurMission: EMA 2012

lunedì 27 febbraio 2012 0 commenti




Un'edizione di Ema nata sotto la stella delle perplessità sulle qualità di tre debuttanti sedicenni, forse ancora immature per ritrovarsi catapultate sul palcoscenico eurovisivo, e chiusa sotto la stella della speranza, con la vittoria della canzone più adatta alla kermesse europea e più attesa dai fans sintonizzati da tutto il continente per assistere al festival. Eva Boto ha mostrato qualche incertezza vocale da perfezionare, forse provocata dall'emozione, ma la sua Verjamem, scritta dagli stessi autori di Molitva, appare il pezzo giusto per portare di nuovo la Slovenia in finale, dopo il successo di Maja Keuc dello scorso anno. Piacevole e originale Konitchiwa, il brano delle gemelle Prusnik giunto alla sfida finale, ma sarebbe stata una scelta molto più a rischio.  
Grande mattatore della serata, come l'anno scorso, Klemen Slakonja: presentatore ma anche cantante, ballerino, intrattenitore... Il suo video di Slovenia Will Win nei panni di un fantomatico One Man Band Aid lascia prevedere lo stesso successo del precedente 16 let skomin. 
Ema non è più la vetrina per le più affermate voci del pop, ma la canzone scelta fa dimenticare la nostalgia: questa sera ogni sloveno "Verjame" (crede) in un bel risultato a Baku. 
Parole a caldo del nostro Flymark. E come dargli torto? L'EMA mai come quest'anno era nata sotto la stella delle perplessità, che si è allargata all'ascolto delle canzoni. L'unica canzone veramente eurovisiva è la vincitrice, che ricorda però Molitva (e anche un po Oro dicono). E le sorelle Prusnik con le loro canzoni "circensi" erano dietro l'angolo. Ma poi ieri alle 22.20 circa il cielo si è schiarito sopra Lubiana: nella lotta lunga mesi tra voce e circo, ha vinto la voce (e neanche di poco: nella super finale 28.385 voti per Verjamem, 12.884 per Konichiwa)...e che voce. Eva Boto, di anni 16 volerà a Baku a rappresentare la Slovenia. La rappresentante slovena più giovane fin'ora, su cui pesa già un terribile macigno: la Slovenia crede già da ora in lei e spera nella finale. Il che, vedendo la lista di partecipanti nella seconda semifinale non dovrebbe essere un miraggio lontano. Più difficile sarà un buon piazzamento in finale, ma per quello c'è ancora tempo di discuterne.  Ora bisogna aspettare solo la versione finale della canzone, perché si ci sarà un'altra versione e pure in inglese. 
Parole a parte merita Klemen Slakonja, il conduttore di ieri sera (e probabilmente anche Spokerperson sloveno). Ancora una volta s'è dimostrato un ottimo conduttore, imitatore e cantante: quando lo vedremo finalmente all' Eurovision Song Contest? 


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-1 to EMA 2012

sabato 25 febbraio 2012 0 commenti



E alla fine è arrivata la zia Ema. O meglio, arriva domani. Ma ormai sta per bussare alle nostre porte. Su eurovision.tv ci sarà la diretta per tutti, come per ogni finale nazionale. Oggi, dopo aver fatto il countdown ricordando vecchie canzoni dell'ema (qua tutti i post relativi al countdown) diamo un'occhiata al futuro, cioè a cosa ci aspetta domani all'EMA. Le canzoni saranno 6, 3 per ogni artista. Il voto misto giuria-pubblico decreterà le 2 migliori canzoni, 1 per ogni artista che passeranno alla finalissima, nella quale il televoto decreterà la vincitrice, l'entry slovena a Baku.
Ci saranno un botto di ospiti: Anggun, una vecchia vincitrice dell'ESC (pare quella del '89 o giù di li.), tutti i partecipanti alla seconda parte di Misija Evrovizija e i vecchi rappresentanti sloveni all'ESC, Sestre incluse. Are they back? Maybe.
Comunque, ecco le canzoni in gara domani:







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For a thousand years rétro: Lado Leskovar

venerdì 24 febbraio 2012 0 commenti



Lado Leskovar

Se la vittoria di Berta Ambrož a Belgrado nel 1966 aveva suscitato polemiche e dubbi sull’opportunità di far rappresentare la Jugoslavia al Grand Prix eurovisivo da un brano in lingua slovena e non in serbo-croato, la doppietta centrata l’anno seguente grazie a Lado Leskovar arriva in un’atmosfera più rilassata, quella di casa. Da detentrice del titolo è infatti TV Ljubljana a organizzare l’edizione 1967 di Jugovizija. Per i padroni di casa sono schierate tre punte di diamante, la regina Marjana Deržaj, la stella ascendente Alenka Pinterič e il più amato interprete maschile del momento, Lado Leskovar, uno dei pochi cantanti sloveni ad aver raggiunto la fama in tutta la Jugoslavia, al punto di essere stato portato in gara, nelle due precedenti edizioni, da TV Zagreb e da TV Beograd.
Lado, che aveva esordito come cantante nella celebre terrazza dell’Hotel Bellevue che era stata la rampa di lancio di molte nuove voci della canzone slovena, stava vivendo un lungo periodo d’oro cominciato con la vittoria di Slovenska popevka nel 1963 con Malokdaj se srečava e subito consolidato dai successi riscossi dalle sue versioni di hit internazionali, da Si samotna nocoj (la Are You Lonesome Tonight di Elvis) alla malinconica Poslednji vlak (Five Hundred Miles / Et j'entends siffler le train). Un anno dopo, la vittoria al Festival di Opatija (Abbazia) con Potraži me u predgrađu in abbinamento al veterano serbo Đorđe Marjanović, lo aveva improvvisamente proiettato tra le star nazionali: la carriera di Lado si era spostata a Belgrado, protagonista della musica leggera ma anche dei rotocalchi, grazie all’appeal che lo aveva reso uno dei cantanti più amati e seguiti dalle giovanissime, ai flirt a lui attribuiti, agli importanti ruoli cinematografici.
Ma il legame di Lado con la Slovenia era rimasto stretto: dopo il successo del primo disco, Bil sem mlajši kakor ti, nel 1964 era giunto secondo a Slovenska popevka con Verujem v pravljice e nel 1965 la sua popolarissima versione di Nathalie di Bécaud aveva contribuito a farne uno degli artisti preferiti della generazione delle proteste antibelliche e delle critiche sociali.
Nel ’67, come detto, gli viene offerta la partecipazione per i colori di casa a Jugovizija, con Vse rože sveta (Tutti i fiori del mondo), originale ballata di Koder e Lindič con una parte parlata. Lado si aggiudica la selezione e, sotto la bandiera jugoslava, porta la Slovenia in Europa per il secondo anno consecutivo. Nella vicina Vienna trionfa la celeberrima Puppet on a String dell’inglese Sandie Shaw, ma per Lado arriva un accettabile ottavo posto.
Il passaggio eurovisivo è un ulteriore impulso alla sua carriera, con partecipazioni a tutti i principali festival e lunghe tournée, tra cui quella particolarmente fortunata in Unione Sovietica. Nel 1968 è tra gli attori del film Isadora con Vanessa Redgrave, con la quale nasce una lunga amicizia.
Nella sua Slovenia sono da ricordare i successi a Slovenska popevka con Zgodba o puški št. 503 (1968), Poraz (1971), Zakaj (1973).
Lado Leskovar è certamente l’interprete maschile di maggior successo degli anni Sessanta, ma la sua carriera prosegue luminosa anche in seguito, nonostante l’irruente ingresso sulla scena di nuovi “rivali”, da Edvin Fliser a Braco Koren a Oto Pestner, di cui Lado può essere considerato l’apripista e il “fratello maggiore”. Il suo amore per la musica è rimasto immutato nel tempo e Lado continua tuttora a tenere concerti e a prendere parte a festival storici come Slovenska popevka e Vesela Jesen. Dal 1998 è anche ambasciatore sloveno dell’Unicef.


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-2 to EMA 2012

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-2 Scegli ancora l'ultima canzone che vuoi ricordare
Un bel recap per sognare ancora (e a cui, tra poco, aggiungere un’altra canzone…)

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-3 to EMA 2012

giovedì 23 febbraio 2012 0 commenti


-3 Una canzone che credi dovesse vincere
 Cry on my shoulder, Natalija Verboten (2004)
 Credo che ne fossero convinti tutti, forse già in partenza, ma ancora di più dopo l’ascolto di tutte le canzoni. Cry on my shoulder era la sola, quell’anno, ad avere tutte le potenzialità per superare la prima semifinale della storia eurovisiva. Convinti tutti, sì… tranne gli “esperti” della giuria che sconvolsero una serata dall’esito apparentemente scontato non assegnandole nemmeno un punto per escluderla dalla superfinale a tre, in una delle maggiori prove di autolesionismo fornite fino a ora.

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Countdown to EMA: -4

mercoledì 22 febbraio 2012 0 commenti



-4 Una canzone ingiustamente eliminata
Priznam, Ylenia Zobec (2010)
 Ce ne sono tante… ma scelgo questa, la più applaudita in sala e purtroppo, come spesso accaduto per Ylenia, ignorata dal televoto. Ma penso anche a Vse življenje di Simona Weiss nel 2001; all’ecatombe del 2002 con l’eliminazione in semifinale dei pezzi di Regina, Irena Vrčkovnik, Anika Horvat e Alenka Šmid; a Ni bilo zaman di Ana Dežman nel 2004; a Peti element di Iris nel 2008 e a molte altre. Troppo spesso l’onda della popolarità del momento ha prevalso sul valore dei brani.



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Countdown to EMA: -5

martedì 21 febbraio 2012 0 commenti


-5 Una canzone magica
 Zbudi se, Tanja Ribič (1997)
 Una fiaba che diventa realtà, quella raccontata da questa canzone. Come quella vissuta da Tanja Ribič, famosa attrice “prestata” per qualche anno al mondo della musica e arrivata a rappresentare con successo la Slovenia all’Eurovision.


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Countdown to EMA: -6

lunedì 20 febbraio 2012 0 commenti


-6 Una canzone che ha un bel testo 
Črni konji čez nebo di Hamo & Gal (2010) 
 Ascoltando un brano non in italiano, a colpirmi sono prima di tutto la melodia, la voce, l’interpretazione… Il testo arriva dopo, anche se poi, una volta compreso, assume un ruolo fondamentale. Per restare alle ultime edizioni scelgo Črni konji čez nebo di Hamo & Gal.

 

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Countdown to EMA 2012: -7

domenica 19 febbraio 2012 0 commenti


-7 La tua etno-song preferita
Glas gora, Regina (1998)
Ci sono stati vari pezzi che, musicalmente, si sono rifatti alla tradizione musicale slovena, sia alla sua anima alpina che a quella balcanica. Ma l’unico vero pezzo etno resta Daljave, presentato da Melita Osojnik e Klarisa Jovanović nel 1997. Visto che purtroppo il video non si trova, vado su Glas gora con cui Regina giunse terza nel 1998 e che celebra con passione la terra slovena.


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Countdown to EMA: -8

sabato 18 febbraio 2012 0 commenti


-8 Il brano rock preferito
Tako lepo si zlomila mi srce, Nude (2005)
Poco rock vero a Ema… In ambito pop-rock i Nude hanno sempre portato ottimi pezzi, come Tako lepo si zlomila mi srce cui si classificarono sesti nel 2005.

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Countdown to EMA 2012: -9

venerdì 17 febbraio 2012 0 commenti


-9 La tua uptempo preferita
Ostani z mano, Monika Pučelj (2006)
C’è l’imbarazzo della scelta… ma Monika Pučelj è una di quelle artiste che avrebbero meritato di più, anche a Ema. In questa Ostani z mano ci sono tutti gli ingredienti giusti: voce, grinta, energia.



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For a thousand years: Ragazze del 2000 seconda parte: Ana Dežman e Polona Furlan

giovedì 16 febbraio 2012 0 commenti




“RAGAZZE DEL 2000” - seconda parte: 

ANA DEŽMAN & POLONA FURLAN


Dopo Anika Horvat e Monika Pučelj, di cui ci siamo occupati la scorsa settimana, ripercorriamo questa volta i legami con Ema di altre due cantanti sbocciate al sorgere del nuovo secolo, Ana Dežman e Polona Furlan, unite tra l’altro dal premio al miglior debuttante condiviso a Slovenska popevka 2000.
Ana è una delle poche figlie d’arte della musica slovena: la madre è infatti una delle stelle più brillanti della canzone, la grande Elda Viler (puntata 10 di For a Thousand Years); il padre è il musicista Anton Dežman, scomparso nel ’99. Inevitabile, per Ana, dover affrontare il perenne confronto da parte dei media con una mamma così importante: ma le va dato merito di aver cercato il proprio cammino senza perseguire l’impegnativo ruolo di erede, alternando gli studi al canto e conducendo una vita lontana dai riflettori e dalla mondanità.
Le romantiche ballate d’autore intepretate nei primi anni Duemila, ispirate alle grandi “popevke” degli anni d’oro, non erano certo vicine ai ritmi in voga del momento, eppure l’hanno fatta conoscere e apprezzare, anche a Ema. L’esordio nella selezione eurovisiva avviene nel 2002, dopo i successi ottenuti nei due anni precedenti a Slovenska popevka (con Cvetje in poletje nel 2000 e con la splendida Rada bi nel 2001, giunta seconda dietro alle Foxy Teens con più di 5.000 televoti) e al Festival narečnih popevk (con Oj uatrak muj nel 2001). Ana porta un’intensa ballata, Pelji me, kjer sem doma, con cui non solo riesce a superare lo scoglio della semifinale in cui si incagliano molti favoriti, ma raggiunge addirittura il terzo posto in una finale in cui ogni risultato viene comunque oscurato dalla querelle Karmen vs. Sestre.
Ana torna a Ema anche nei due anni successivi. Mlado srce si piazza undicesima nel 2003, ben valutata dal pubblico ma ignorata dalla giuria. Diventa però il suo maggior successo e dà il titolo al suo album, molto apprezzato dalla critica, che contiene anche diversi duetti con Elda (tra cui Nora misel, versione slovena di Pazza idea e già successo di Elda negli anni Settanta). Nel 2004 con Ni bilo zaman Ana subisce l’eliminazione in semifinale: il pezzo, anche questo molto valido, è stato successivamente recuperato dagli Eroika che lo hanno inserito in uno dei loro album.
Poi il ritorno a Slovenska popevka nel 2006 con Večer za dva, tanti concerti con Elda e soprattutto il ritorno al vecchio amore, la lirica: attualmente è in scena come soprano solista all’Opéra Comique di Parigi.
Polona Furlan rientra invece tra gli esponenti di quel pop-rock che ha contrassegnato la musica slovena a cavallo dei due millenni. Nata a Šempeter, a due passi da Gorizia, muove i primi passi nel mondo della musica come voce di gruppi rock della zona, tra cui i Nova pot che la accompagnano nella vittoria di Nova scena nel 2000 e a Slovenska popevka, di cui è la grande rivelazione con To je dovolj zame. Pochi mesi dopo è già a Ema, dove grazie alla giurie entra in finale e coglie un ottimo sesto posto: il favore degli esperti, sempre sedotti dalla qualità dei brani da lei proposti e dalle sue doti vocali, la sosterrà in tutti i principali festival, di cui sarà per alcuni anni una delle presenze costanti, con un secondo posto (2001, Čutim, da živim) e un premio della giuria (2002, Naj živi) a Melodije morja in sonca, un secondo posto (2002, Podnevi manj boli) a Hit Festival.
A Ema vanta quattro partecipazioni consecutive: dopo il debutto con Samo laži, arrivano nel 2002 Oblaki, forse il suo pezzo più noto, e nel 2003 Ujel si se, entrambe quarte in finale (ma con i 10 punti delle giurie), infine nel 2004 Kralj neba, dodicesima. Tutti brani di livello superiore alla media.
Dal 2005 la presenza di Polona si dirada, ma nel 2011 c’è il ritorno con il nuovo singolo Nekoč se boš vrnil.
Come ad Ana, anche a Polona sono mancati il pieno successo di vendite e una popolarità duratura, nonostante il valore e l’originalità delle proposte. O forse proprio per questo?

Discografia di Ana Dežman:
Mlado srce (RTV Slovenija, 2003).

Discografia di Polona Furlan:
Iskrenosti (RTV Slovenija, 2001),
Mozaik (RTV Slovenija, 2003).

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EMA 2012: Songs & authors

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Aggiornamento: ”Eva Boto is a great artist and it's an honour to have a song selected for the Slovenian national final. I still think of Eurovision Song Contest as very exciting, fun and unpredictable. I'm looking very much forward to see the show."
parole di Søren Bundgaard, veterano eurovisivo (i Hot Eyes, che han partecipato 4 volte per la Danimarca all'ESC) ed uno degli autori della canzone Run, con la quale parteciperà Eva Boto. 


Aggiornamento: Ospite della serata saranno Anggun e Marija Šerifovic. Eva Boto e le sorelle Prusnik canteranno le 6 canzoni, che saranno votate dalla giuria. In contemporanea partirà il televoto. I voti della giuria e del pubblico verranno uniti e verrà scelta una canzone di ogni cantante che passerà alla superfinale, la quale sarà 100% televoto. 

Ecco, i titoli e i nomi per le canzoni dell'EMA 2012. Ovviamente per ora ci si basa solo sui nomi, ma i nomi promettono benissimo! Speriamo bene.

Titolo
autore musica
autore testo
arrangiamento

Eva Boto:


RUN
Christina Schilling (Et cetera e Hera Bjork), Camilla Gottschlack, Henrik Szabo, Daniel Nillson,Søren Bundgaard
Christina Schilling,Camilla Gottsclack, Henrik Szabo, Daniel Nillson
Gaber Radojevič

VERJAMEM

Vladimir Graić (Molitva)
Igor Pirkovič
Vladimir Graić

A SI SANJAL MEMatjaž Vlašič
Urša Vlašič
Matjaž Vlašič, Boštjan Grabnar

Le sorelle Prusnik:

KONICHIWA
Bilbi, Gregor Stermecki

Bilbi, Gregor Stermecki
Teodor Amanović – Toš

LOVE HURTS

Chiron Morpheus
Chiron Morpheus
Iztok Turk

MALO SREČE

Magnifico (Samo ljubezen)
Barbara Pešut
Schatz!

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Countdown to EMA 2012: -10

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-10 La tua ballad preferita
Pojdi z njo, Marta Zore (1996)
La voce di Marta Zore rimane unica per sensibilità.

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Countdown to EMA: -11

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-11 Una canzone che ti fa pensare a qualcuno
Druga violina, Žana (2007)
Mi piace questo pezzo, ma averlo fatto ascoltare a Marcello Medici è stato fatale: oltre ad aver aggiunto lo schlager sloveno ai suoi gusti già compromessi e una nuova diva al suo Olimpo, me l’avrà cantata 50 volte…

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Countdown to EMA: -12

martedì 14 febbraio 2012 0 commenti


-12 Una canzone che ti commuove
Kje si, Anika Horvat (2005)
Anika è salita sul palco con questa canzone in un momento per lei molto particolare. E nonostante il pubblico ne fosse ignaro, tutta l’emozione si è trasferita su chi ascoltava. E poi, chi di noi non ha un “Kje si” da pronunciare… “Dove sei quando il sole tramonta, dove sei quando le stelle cadono nel buio…
 

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