Sorpresa musicale: Klemen Slakonja

sabato 24 dicembre 2011


Questo tempo non è solo di Maja Keuc, ma anche del conduttore di Misija Evrovizija Klemen Slakonja, già spokerperson per la Slovenia nel 2011 e conduttore di EMA 2011. Klemen Slakonja come già detto conduce Misija Evrovizija e apre ogni puntata rivisitando e/o cantando una canzone vincitrice dell'Eurovision del passato (tra le altre Hold me now, Hard Rock Hallelujah, Insieme, Wild DancesDiva e Waterloo) aiutato da Maja Keuc e dai Maestro.  Durante le votazioni invece ha una specie di Stand up di 5 minuti, che è il prologo all'imitazione della settimana. Una delle prime imitiazioni fu Bono degli U2 e fu così buona, che un paio di siti di news eurovisive scrissero che era il vero Bono. Ma bando alle ciancie ed ecco a voi un paio di imitazioni di Klemen Slakonja da Misija Evrovizija.









E con questo cari lettori vi auguro buone feste natalizie. Noi ci rileggiamo martedì, quando KL Kingdom si rifarà il look.

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Pożegnanie & велцоме бацк ovvero Addio e bentornati

venerdì 23 dicembre 2011



Nazioni che tornano, nazioni che giocano al lasciamo anche noi, anzi no, anzi si. L'EBU che chiede in ginocchio il ritorno di queste nazioni, scelte di molte nazioni, dubbi su altre: C'è proprio di tutto questa settimana a Headlines! 

Le Ex Yugo sono pronte...al Block vote! 
In pratica tutte le nazioni dell'ex Yugoslavia hanno già scelto il loro cantante, fatta eccezione per Albania, Slovenia e Croazia. Chi ha scelto chi? Se come già detto, la Serbia ha scelto Željko Joksimović e la Macedonia Kaliopi, è notizia di pochi giorni fa che la Bosnia ha scelto tale Maya Sar, la quale pare abbia pubblicato solo questo singolo, e che il Montenegro ha deciso di tornare con Rambo Amadeus (questo), della seria: restare a casa no eh?!
La Croazia invece dopo la botta che hanno preso a Dusseldorf vogliono riportare la Dora ai fasti di un tempo, con cantanti croati famosi che si sceglieranno gli autori e poi boh, altro non si sa. 
La Slovenia a febbraio avrà l'EMA, dove le due (che probabilmente fisicamente saranno 3) si scontreranno con varie canzoni, ma di questo ne abbiamo già parlato abbastanza su queste pagine. 
L'Albania ha il suo festival, che quest'anno compie 50 anni, la finale del quale sarà il 29 dicembre, quando scopriremo il loro vincitore.

La Spagna punta su Pastora.
No, non si tratta di una suora o di un pastore versione femminile, ma di Pastora Soler, cantante spagnola con quasi 20 anni di carriera alle spalle. Le sue canzoni mescolano pop, elettronica e flamenco. La canzone verrà scelta in un show TV a febbraio. 

Addio Polonia, o forse no?
Ebbene si, i cari amici polacchi hanno deciso di non partecipare all'Eurovision per concentrarsi sugli Europei e sulle Olimpiadi del 2012...solo a me suona come una scusa qualsiasi? Pare e dico pare, che l'EBU sia disposto a tutto pur di mantenere la Polonia in gara, al punto da tentare di abbassar loro la tassa d'iscrizione. Amore per la Polonia? No, semplicemente paura di ritiri a catena a causa di alzamento delle tasse alle altre nazioni. 

Si aspettano ancora notizie dalla Russia e dall'Armenia, che però pare sempre più vicina alla presenza a Baku, quindi dovremmo, tranne stravolgimenti dell' ultima ora, essere anche quest'anno a quota 43 nazioni. 

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For a thousand years: Maja Keuc


Maja Keuc
Per chiudere in bellezza (la prossima settimana tocca ai grandi protagonisti del passato con il l’appuntamento mensile “Rétro” di For a Thousand Years) la scelta è d’obbligo: Maja Keuc, la voce dell’anno. Un 2011 dorato per questa giovanissima di Maribor, che a nemmeno vent’anni (li festeggerà in gennaio) ha già inanellato una incredibile serie di successi e che incarna la concreta speranza di disattendere finalmente la tesi che i talent e l’Eurovision siano più fonte di rapido declino che di ascesa verso una duratura carriera. 
Maja ha raggiunto la popolarità grazie alla partecipazione alla prima edizione di Slovenija ima talent, nel 2010: in finale deve accontentarsi del secondo posto, i televotanti si lasciano emotivamente incantare dalla piccola Lina che di conseguenza, ad appena sei anni, si aggiudica la trasmissione. Ma Maja dimostra subito di conoscere il fatto suo: sfruttare il momento, certo; ma senza svendersi, senza perdere la propria identità e tradire i propri gusti musicali. E la prima esperienza importante nasce con uno dei nuovi gruppi più significativi della scena slovena, i Papir, esponenti di punta di una “nuova onda pop” che si prefigge di rinnovare il genere fondendolo con jazz, blues e chanson. La vena rock di Maja, il suo timbro lievemente nasale ma limpido e profondo, appaiono perfetti per unirsi alla voce jazz di Ana Bezjak, l’altra cantante della band. Il riscontro di pubblico e di critica per l’album Po viharju e per i singoli Nič mi ni, 2010, Srajca è immediato.
Contemporaneamente Maja si esibisce nei club e, per il debutto ufficiale come solista, quale palcoscenico si presta di più di quello di Ema? La canzone con cui si presenta, Vanilija, le viene confezionata da un collaudatissimo trio da trionfo quasi assicurato: Urša Vlašič-Matjaž Vlašič-Boštjan Grabnar. Ancora una volta Maja impressiona per la potenza vocale e per la presenza scenica in grado di catturare gli spettatori. Dopo aver convinto la giuria, Maja supera al televoto finale April e la sua bella Ladadidej, conquistando il lasciapassare per l’Eurovision. Un sogno che si realizza e che la porta in pochi mesi sul più importante palco festivaliero d’Europa. E a Düsseldorf Maja (che presenta la versione in inglese del brano di Ema, ribattezzato No One) riesce a trasformare il suo sogno in quello di un intero Paese, guadagnando un ingresso finale che mancava dal 2007. No One raggiunge un tredicesimo posto che mancava alla Slovenia dal 2002, quando le Sestre ottennero il medesimo risultato in Estonia. 
Ad accrescere la soddisfazione, la successiva comunicazione dei risultati della seconda semifinale, in cui Maja era giunta terza, e dello split televoto/giurie: per gli “esperti”, infatti, aveva addirittura meritato il primo posto in semifinale ed era stata la quarta più votata tra le 25 finaliste. 
Dopo il ritorno in Slovenia, l’attività per Maja prosegue inarrestabile: pubblica il nuovo singolo Zmorem che entra subito in classifica e in autunno arriva il positivo debutto come conduttrice di Misija Evrovizija, la nuova preselezione per l’Esc, al fianco di quel Klemen Slakonja che pochi mesi prima l’aveva proclamata vincitrice di Ema. Maja dimostra scioltezza e simpatia intervistando i cantanti in gara e duettando nelle parodie con Klemen, e ha l’occasione di illuminare ogni puntata con performance di grande livello. Da segnalare, ad esempio: Od rodjendana do rodjendana con Saša Lošić; I’m Outta Love con la “collega eurovisiva” per la Serbia, Nina; The Greatest Love of All con Darja Švajger. 
Ma il desiderio più grande trova compimento il 1° dicembre, con l’uscita del suo primo album, Indigo (Reflektor Music, 2011). Undici brani, alcuni in sloveno e alcuni in inglese, tutti scritti da lei a parte No One. A Misija Evrovizija del 18 dicembre presenta You’re a Tree and I’m a Baloon e subito dopo esce il video di Ta čas, “questo tempo”.
Il tempo di Maja Keuc, il tempo degli auguri di Buone Feste :) 

flymark

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Slovenska popevka e gli anni d'oro della canzone slovena: presentazione a Pirano

lunedì 12 dicembre 2011

Venerdì sera Marco Mosca (il nostro Flymark) ha presentato a Pirano il suo libro Slovenska popevka e gli anni d'oro della canzone slovena (qua disponibile su IBS.it). Nella sala della biblioteca comunale di Pirano, sala sorprendentemente piena, Marco ha presentato come è nato il libro e come è strutturato e durante la presentazione abbiamo avuto modo di sentire alcune canzoni più rappresentative degli anni d'oro della Slovenska popevka. Come ha spiegato Marco, l'idea del libro è nata 10 anni fa, quando venuto in contatto con OGAE Slovenija si è iniziato ad interessare alla musica slovena. Siccome voleva conoscere anche la storia della canzone slovena e, insieme ad altri conoscenti ha iniziato a ricercare le informazioni sulla Slovenska popevka. Nel libro spiega anche, come la Slovenska popevka ha aiutato a creare negli sloveni l'orgoglio nazionale, la Slovenska popevka infatti era all'epoca l'unico festival musicale a "parlare" sloveno. Viene citato anche il fatto avvenuto nel 1966, quando Berta Ambrož vinse Jugovizija e nell'arena a Belgrado alcune persone iniziarono a fischiare. per la prima volta una canzone non in serbocroato vinceva la selezione per l'Eurovision Song Contest. 
Marco si è ancora una volta dimostrato per un grande conoscitore della musica slovena e di molta bontà, visto che ci ha anche ringraziato per ospitarlo regolarmente qua. In realtà il ringraziamento se lo merita lui, per tutti i post che ci ha scritto e per l'impegno che ci mette sempre. Grazie Marco =)

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OurMission: La Svizzera ci regala la prima canzone di quest'anno

domenica 11 dicembre 2011


Quest'anno è la Svizzera a regalarci la prima canzone per l'Eurovision. A vincere la finale nazionale sono stati i Sinplus con la canzone Unbreakable. Che ne pensate?

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For a thousand years: Faraoni

venerdì 9 dicembre 2011


Faraoni
I Faraoni sono uno dei più gloriosi gruppi della musica slovena, anche se la loro storia ha vissuto di ripetute scomparse e successive rinascite, con formazioni sempre molto diverse. Di conseguenza anche i generi musicali sono cambiati nel tempo: nati alla fine degli anni Sessanta a Izola/Isola, nell’Istria slovena, i Faraoni raggiungono la notorietà nel 1970 dopo aver integrato nella band due fondatori dei leggendari Kameleoni, Tulio Furlanič e Marijan Maliković, con la pubblicazione di un Ep di rock sperimentale contenente Berač, Matra e Figov list
Due anni dopo il gruppo si scioglie e per sentire di nuovo parlare dei Faraoni bisogna attendere a lungo. Nelfi Defangher rappresenta il filo che unisce i Faraoni nel tempo, che tornano in versione più pop e che, negli anni Novanta, inanellano una lunga serie di successi, affermandosi come una delle band più note e amate non solo del Litorale ma di tutta la Slovenia. 
Melodije Morja in Sonca è naturalmente il festival “di casa” e i Faraoni se lo aggiudicano ben tre volte: nel 1992 con il brano in italiano E tristemente, nel 1994 con Mi ljudje smo kot morje, nel 1997 con Kar je res, je res, tutti musicati da Enzo Hrovatin, a cui si aggiungono i terzi posti di Pijem kar tako nel 1999 e di Solinar nel 2001, un premio per l’interpretazione nel 1996 e uno per l’arrangiamento nel 2000. Una apoteosi interminabile! 
I primi Faraoni 40 anni dopo.
Contemporaneamente si presentano anche a Ema: nel 1993 sono settimi con Sonce sreče; nel 1995 portano uno dei loro brani più belli, Ljubezen je, ma la gara è serratissima e dopo una votazione emozionante chiudono quarti alle spalle di Darja Švajger, del duo Irena Vrčkovnik-Oto Pestner e degli Avia Band. Nuovo tentativo nella discussa edizione 2002: e se le polemiche si concentrano su Sestre e Karmen Stavec (si veda la puntata precedente), anche i Faraoni avrebbero potuto dire la loro, visto che la loro Imej me vedno s seboj è la seconda più votata dal pubblico alle spalle di Karmen sia in semifinale che in finale, ma viene trascurata dalle giurie e chiude soltanto settima. 
I Faraoni sono anche stati il trampolino di lancio per la fortunata carriera solistica di ben tre delle loro voci: Tulio Furlanič, Slavko Ivančić e Roberto Buljević, le cui biografie si intrecciano anche con quelle di altre storiche band (Tulio è stato voce di Kameleoni, Halo e Yesterday, Slavko dei Bazar e dei Casino, Roberto dei Pepel in kri). 
Nel palmarès di Tulio ci sono due premi per la miglior interpretazione a MMS e a Slovenska popevka; in quello di Slavko una vittoria (nel 2000 con Črta), due premi della giuria, tre per il miglior testo e uno per l’arrangiamento a MMS, oltre a uno per la miglior interpretazione a Slovenska popevka; in quello di Roberto un premio della giuria con un altro pezzo in italiano, Tutti noi: tra i tanti meriti dei Faraoni c’è certamente quello di essere stati i soli in grado di portare al successo canzoni in lingua italiana. 
Il primo a presentarsi a Ema è Roberto nel 1993 e nel 1996, senza grandi risultati. Più recenti le partecipazioni di Tulio Furlanič, nel 2003 con la divertente e rockeggiante Zlata šestdeseta leta in coppia con la grande Alenka Pinterič e di nuovo nel 2004 con O, ženske, ženske!, e di Slavko Ivančić, che debutta a Ema nel 2009 e raggiunge il sesto posto con Kaj me briga, accompagnato dai Ne me jugat: la storia dei Faraoni e dei loro “figli”, dopo quarant’anni, continua ancora. 

I dischi dei Faraoni
Tu je moj dom (1992), 
Naj te morje (1994), 
Stari časi (1995), 
Sem takšen, ker sem živ (1997), 
V živo! - San Simon (1997), 
Vol. 1 (2004), 
Skupaj (2007).

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Headlines: anche l'Italia vola a Baku!

lunedì 5 dicembre 2011


Ebbene si, l'Italia ci sarà anche a Baku. Era difficile credere alle voci che dicevano che l'Italia non ci sarà visto com'è andata l'anno scorso, però il dio Auditel faceva paura a molti. La canzone verrà scelta da tutte le canzoni di Sanremo da un'apposita giuria, così come l'anno scorso. Visto quanti Amici ci sono a Sanremo il prossimo anno, c'è il rischio di ritrovarci a Baku un ex Amico di Maria. Però ricordiamo che a Sanremo ci saranno anche Nina Zilli e Marco Mengoni, che probabilmente concorreranno per avere un posto a Baku.


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OurMission: Chi è rimasto in gara a Misija Evrovizija?

domenica 4 dicembre 2011


Questa settimana Misija Evrovizija non c'è, causa votazioni in Slovenia. Quindi cogliamo la palla al balzo e analizziamo un po la situazione. 5 concorrenti sono ancora in gara: Nika Zorjan, Flora Ema Lotrič, Manuela Brečko, Eva Boto e le sorelle Nika ed Eva Prusnik. Ci stiamo avvicinando alla finale, che sarà il 25 dicembre e dalla quale usciranno due vincitrici che si scontreranno a EMA 2012. 
A questo punto le performance dovrebbero essere nettamente migliorate, le voci dovrebbero essere perfezionate, i miglioramenti dovrebbero essere visibili a tutti. Spesso però non è così e qua sta il problema di Misija Evrovizija: come spesso ripetuto dai giurati non tutte le ragazze vanno alle prove o seguono tutti i consigli dei giurati-tutor. E allora io mi chiedo, cosa continuano a fare nello show queste ragazze se non seguono le prove? Ma questa è un'altra storia, avremo modo di vedere i lati positivi e quelli negativi di Misija Evrovizija più avanti, a fine corsa. 
Dicevamo delle ragazze. Sono in 5 e tra loro ci sono: la vincitrice annunciata, le Jedward versione femminile, una dal sorriso contagioso, una che non si sa cosa faccia ancora la e quella, che potrebbe mescolare le carte in tavola e portarsi a casa la vittoria. Di chi parlo? Vediamolo insieme!


La vincitrice annunciata: Eva Boto
Già dalle prime puntate era chiaro, che questa ragazza, altezzosa e dal carattere difficile, che questa settimana ha compiuto 16 anni, arriverà in alto e non solo a Misija Evrovizija. Voce molto bella, molto adatta alle ballad, ha avuto il non facile compito di cantare Prisluhni mi di Darja Švajger. Probabilmente l'unica volta che ha deluso è stato con Hush Hush/ I will survive (nella parte di I Will Survive). Ultimamente è uscito, che la signorina Boto non è proprio una nuova voce nel universo musicale sloveno: l'anno scorso ha inciso con DeejayTime la canzone Hey ti, quest'estate ha mandato in radio la canzone Vzemi me
È perfetta per l'Eurovision (ovviamente con una buona canzone), ma il rischio che venga compresa come la Lena slovena e che si comporti come un Aurela Gace qualunque è dietro l'angolo. 






La ragazza dal sorriso contagioso: Flora Ema Lotrič
Ha un sorriso contagioso, una bella voce allegra, un bel nome. Basta. È molto difficile trovare una canzone diversa dal genere di In a night like this per lei ed è probabilmente per questo, che è finita già 2 volte al televoto. È amata dal pubblico, quindi è inutile dirlo che l'ha vinto entrambe le volte (se no non sarebbe in questa lista). Certo, trovandole una buona canzone potrebbe anche andare all'Eurovision e finire molto, molto in alto. Ma come già detto, ha pochi generi in cui sta bene: Don't stop the music di sicuro non ha uno stile per lei, Malo tu malo tam è già più vicina allo stile giusto per lei. 
Settimana prossima le ragazze si cimenteranno in canzoni rock. Sarà interessante vedere Flora in questo ruolo. Là avremo la risposta definitiva alla domanda: Flora è brava solo a cantare canzoncine dalla rima sole-cuore-amore?



Colei che non sai cosa ci faccia ancora la: Nika Zorjan
Diciamocelo, Nika non è una cantante che ti fa esclamare: WOW. È una cantante di media bravura, che quasi sempre fa la sua canzone come dovrebbe, ma nulla di più. Si potrebbe dire, che ha rovinato My heart will go on e poi  ti canta Bad romance, e tu quasi non noti la piccola little monster passiva dietro che ha finalmente la possibilità di scatenarsi sulle note di Mother Monster, perché sei troppo occupato a meravigliarti per la sua buona interpretazione e pensi che beh, forse semplicemente le ballad non sono la sua specialità e che magari April ha trovato una sua rivale
Ma poi ci ripensi e speri che esca il prima possibile per non fare altri danni.







le Jedward versione femminile: Nika ed Eva Prusnik
E poi sul palco arrivano loro e tu pensi che questa volta la macchina dei cloni made in Slovenia ha copiato i Jedward ma ha sbagliato sesso. E ascoltando Je veux pare veramente di ascoltare le sorelle dei Jedward. Poi però la missione va avanti e loro inziano a cantare seriamente. La causa di questi miglioramenti era sconosciuta fino a settimana scorsa quando una delle due sorelle ha ringraziato pubblicamente Marjetka, la copertur....ehm...la moglie di Raay. E così si scopre che Marjetka le ha prese sotto la sua ala protettiva dando loro prove extra. Raay, che si vedeva bene, come in quel momento volesse fulminare le due sorelle è corso a spiegare che tutte le concorrenti hanno la possibilità di chiedere prove extra.    Ma tutti noi sappiamo che il duo Raay&Marjetka ha avuto ancora una volta l'occhio lungo e s'è portato a casa un altro colpo grosso, dopo la scoperta di April sapendo bene, che le sorelle Prusnik saranno probabilmente destinate a vincere Misija Evrovizija. Ma se i risultati sono questi ben vengano questi inciuci. Che poi sono bravine nel rap, ma per favore no more rap in the Eurovision e si spera niente più scene come questa, dove hanno dimenticato il testo. 

poi arriva lei e potrebbe mescolare le carte in tavola: Manuela Brečko
Finora ha sempre tenuto un profilo basso, tanto che molti potrebbero dire Manuela Who? in stile Cher o Madonna, dipende dai gusti. Però poi canta e zittisce tutti. Stiamo ovviamente parlando di non professionisti, quindi la stecca è sempre dietro l'angolo. Però lei è l'unica che si salva, insieme alle sorelle Prusnik, dalla disastrosa puntata di settimana scorsa dedicata alla dance, cantando One Love. Lei ha cantato Madonna e Pink in modo eccellente. Se ci aggiungiamo anche Something in the water ha dimostrato di essere molto versatile in quanto a generi musicali. Lei è quella che sa cosa vuole, come dimostrano le richieste di non cambiare molto look e di avere, nella puntata dove cantava Dež di Nina Pušlar, una performance simile a quella di Nina all'EMA 2010. Non è amata dal pubblico, quindi rischia di finire a casa al primo televoto però, eccetto colpi di scena improvvisi, nella puntata dedicata al rock dovrebbe fare colpo. L'ennesimo.



In questo momento chi meriterebbe la vittoria? Sicuramente Eva Boto e Manuela Brečko, anche se tutti sappiamo che la vittoria andrà alle sorelle Prusnik e ovviamente ad Eva Boto. 
Misija Evrovizija ritorna domenica prossima sempre alle ore 20, su questo blog invece sabato parleremo di Klemen Slakonja e domenica forse, ritorna il liveblog. 





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Sorpresa musicale: Maja Keuc

sabato 3 dicembre 2011


Ora voi direte che cavolo di Sorpresa musicale è questa? Tutti conosciamo Maja Keuc e qua si parla spesso di lei. Spesso leggendo in giro per la rete si trova scritto, che Misija Evrovizija, più che essere un talent per scoprire il rappresentante ovvero la rappresentante slovena a Baku 2012, è una battaglia tra Klemen Slakonja e Maja Keuc. Chi è il migliore? Difficile dirlo. Però oggi parliamo di Maja, sabato prossimo parleremo di Klemen. 
Tutti ci ricordiamo che Maja a maggio ha frantumato quasi tutti i record sloveni all'Eurovision: giunta in finale ha ricevuto 12 punti da tutte le ex-Yugo, si è piazzata al miglior posto in finale dopo molti anni (13. a parimerito con le Sestre, sopra di loro solo Tanja, Nuša e Darja [sia nel 95 che nel 99]), ha raggiunto il miglior punteggio sloveno della storia, è arrivata 3. nella sua semifinale, tanto da indurre molti a chiedere a gran voce il ritorno di Maja nel 2012 a Baku. Per fortuna o per sfortuna non si sa, questo non è avvenuto e RTVSLO ha deciso di "creare" Misija Evrovizija e ha scelto due conduttori d'eccezione: Klemen Slakonja e Maja Keuc. Uno conduce e imita, l'altra conduce dal backstage (quando non lo ruba Zlatko) e impreziosisce le puntate con delle performance. Performance che dimostrano quanto sia migliorata, quanto sta lavorando per migliore e fanno pensare che il futuro per Maja sarà roseo, magari di nuovo all'Eurovision tra un paio d'anni, sulle orme di Darja.  
Ora vediamo tutte le sue performance (almeno fin'ora) a Misija Evrovizija: da Waterloo a Heaven, passando per Diva, Crazy in love, My number one e molte altre. Qua sotto trovate il duetto con Nina, la rappresentante serba all'Eurovision 2011, tutte le altre dopo il salto.





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For a thousand years: Karmen Stavec

mercoledì 30 novembre 2011


Karmen Stavec



For one look, for one touch, una carriera può prendere una rotta completamente diversa. E lo sguardo che nel 2003 Karmen Stavec ha finalmente potuto lanciare sull’Eurovision sulle note della sua Nanana, il contatto che ha potuto intessere, non si può dire che siano andati nella direzione auspicata. A maggio, evidentemente, non era ancora tempo per un “lep poletni dan”… 
Per un lustro Karmen è stata, probabilmente, la voce pop più popolare in Slovenia: fosse stato per il televoto, avrebbe vinto tre edizioni consecutive di Ema!
Il debutto al festival risale al 1998: Karmen lascia i 4 Fun, gruppo dance con i quali ha inciso successi come Kraljica noči, Ne laži mi, Prazna postelja, e si propone in una nuova veste, con romantiche ballate come quelle che vanno per la maggiore tra le grandi interpreti del momento. A Ema porta Kje pesem je doma accompagnata da Patrik Greblo e coglie un buon settimo posto. In giugno con Na prepihu neba vince il premio per miglior debuttante alla prima edizione della “nuova” Slovenska popevka, alla quale si ripresenta un anno dopo aggiudicandosi il premio per la migliore interpretazione a pari merito con un’altra stella in ascesa, Nuša Derenda. La presunta (e probabilmente inesistente) rivalità tra le due caratterizzerà, a suon di hit, l’inizio del nuovo millennio. Ljubim te, il brano presentato a SP 1999, dà anche il titolo al suo primo album da solista. 
Per tornare a Ema però Karmen attende vibrazioni più forti, quelle in grado di spingerla fino al vertice. L’occasione arriva nel 2001 e la sfida con Nuša è aperta: Ostani tu è una ballad con cui scalda il pubblico che la proietta in vetta (10.088 preferenze contro le 8.769 di Ne, ni res), ma che lascia freddi i giurati, scivolando alla fine al terzo posto. L’album che ne segue è un grande successo, Karmen dà prova della sua versatilità e conquista le classifiche. 
Alla notizia della sua partecipazione a Ema 2002 sembra non esserci storia nei pronostici: è il suo momento. E invece quella che esce dal cilindro delle sorprese è senza dubbio l’edizione più stupefacente di sempre, ancora una volta per volere della giuria. Karmen porta questa volta Še in še, scatenato brano sulla passione per la musica che trionferà anche in discoteca. Ma non al festival… La sua forza esce già in semifinale, in cui ottiene il 28% dei televoti, contro il 10% dei secondi, i Faraoni. E così, in finale, ci pensano i giurati a metterci lo zampino… Il televoto è un plebiscito-record, 31.944 voti, la giuria di RTV la piazza seconda ma per quella degli esperti è appena quinta, e così si vede sorpassare dalle Sestre, che di televoti ne avevano raccolti un quarto. La chiusura è incandescente: nella solitamente allegra green room scoppia la lite tra gli staff di Karmen e delle tre drag. Fuori dagli studi risuona persino la sirena dell’ambulanza. Karmen, in lacrime, si sente boicottata e se ne va giurando che mai più parteciperà a Ema. La vicenda occuperà a lungo le pagine dei giornali. A parere del sottoscritto, la presenza delle Sestre a Tallinn con Samo ljubezen è stata molto significativa per la Slovenia e la canzone era assolutamente degna, come ha dimostrato il buon tredicesimo posto ottenuto in finale. 
Ma non è solo l’Italia il Paese dei tarallucci e vino… 
Nel 2003 Karmen, a smentire le dichiarazioni a caldo di un anno prima, torna a Ema (che per la prima volta non si tiene in studio ma al Palazzo della Fiera, Gospodarsko razstavišče, e che per sopire le polemiche prevede una superfinale tra i tre più votati aperta al solo televoto) e viene risarcita delle precedenti delusioni: 26.714 “clic” contro i 13.637 per Nuša Derenda e i 12.261 per Alenka Godec. Ma, come spesso accade, il brano, seppur piacevole, non è all’altezza dei precedenti (e di molti pezzi contenuti nei suoi album e potenzialmente perfetti per l’Esc) e Lep poletni dan, poi tradotta in inglese per Riga come Nanana, suscita qualche perplessità che trova purtroppo conferma a Riga: per Karmen è una disfatta, solo ventitreesima su 26 partecipanti, peggior piazzamento sloveno fino a quel momento. 
L’apice della carriera si trasforma in un attimo in una brusca parabola verso il basso, o peggio, verso il dimenticatoio: l’incolpevole Karmen sul palco dà il meglio, ma è come se un intero Paese senta il bisogno di scaricare tutta la responsabilità su di lei, per cancellare il larghissimo sostegno dispensatole fino a quel momento. Da allora la presenza della “ragazza di Berlino”, città in cui era nata da genitori emigrati dalla piccola patria alpina, si dirada: difficile superare un voltaspalle così improvviso e spietato. Ogni sua successiva ricomparsa (torna anche a Ema nel 2009 con A si želiš, nona classificata a pari merito) è sempre stata salutata dall’apprezzamento della critica per le sue immutate doti vocali, per la carica espressiva e per la bontà dei brani di cui continua spesso a essere autrice, restando però quasi ignorata dal pubblico. 
Ma noi diciamo ancora… forza Karmen, še in še! 

Discografia di Karmen Stavec: 

da solista: 
Ljubim te (Menart, 1999); 
Ostani tu (Menart, 2001; ristampato nel 2002 con l’aggiunta di Še in še); 
Karmen (Menart, 2003). 

Con i 4 Fun:
4 U (1995); 
Kamadero (1996).

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Headlines: i semifinalisti di Malta

lunedì 28 novembre 2011


Periodo interessante quest'ultimo. Anche Malta ha reso noti i semifinalisti, con tanto di preview delle canzoni. Ah, dolce, piccola, Malta. Se non ci fosse, bisognerebbe inventarla.

I Semifinalisti:
1. Amber - Answers with your eyes (Ray Agius & Alfred C. Sant)
2. Anna Azzopardi - Still waiting (Samuel Bugia Garrido & Athanassios Nakos)
3. Annalise Ellul - Whoop it up! (Elton Zarb & Deo Grech)
4. Claudia Faniello - Pure (Philip Vella & Gerard James Borg)
5. Corazon Mizzi - Mystifying eyes (Paul Giordimania & Fleur Balzan)
6. Danica Muscat - 7 days (Philip Vella)
7. Deborah C feat. Leila James - You make me go UH UH (David Vervoort & Patrick Reiner)
8. Dorothy Bezzina - Autobiography (Magnus Kaxc & Gerard James Borg)
9. Eleanor Cassar - I want to run away (Paul Giordimania & Fleur Balzan)
10. Fabrizio Faniello - I will fight for you (Papa's song) (J. Beoerham, N. Edberger, R. Uhlmann, W.
Fenech & F. Faniello)
11. Francesca Borg - Take me far (Marco Debono & Doris Chetcuti)
12. Gianni Zammit - Petals on a rose (R. Abrahamsson, A. Aly, N. Numhauser & T. Fenech)
13. Isabelle Zammit - Walk on water (Paul Giordimania & Fleur Balzan)
14. Janice Mangion - While her eyes still glow (Elton Zarb & Rita Pace)
15. J. Anvil - You are my life (George Georgion)
16. Jessica Muscat - Dance romance (Phillip Vella & Jessica Muscat)
17. Kaya - First time (Georgios Kalpadikis)
18. Klinsmann - No way back (Paul Albela, Klinsmann Coleiro & Jonathan C. Spiteri)
19. Kurt Calleja - This is the night (Johann Jamtberg & Kurt Calleja)
20. Lawrence Gray - In your eyes (Philip Vella & Cher Vella)
21. Nadine Bartolo - Can't get away (Philip Vella)
22. Richard Edwards - Look at me now (Jan Van Dijck & Richard Micallef)
23. Romina Mamo - DNA (Michael James Tanczos & Gerard James Borg)
24. Wayne Micallef - Time (Wayne Micallef)



Ovviamente ci sono anche Claudia e Fabrizio Faniello. Commenti? Giudicate voi stessi: 







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Headlines: Melodifestivalen lineup



Ebbene, la lineup completa del Melodifestivalen 2012 è stata completata. Udite, udite, Charlotte Perrelli ritorna! Così come Danny Saucedo e le Love Generation. Ma vediamo insieme tutta la lineup:



Semifinalee 1 - 4  febbraio
  1. Loreen - Euphoria (Thomas G:son, Peter Boström)
  2. The Moniker - I want to be Chris Isaak (The Moniker)
  3. Thorsten Flinck & Revolutionsorkestern - Jag reser mig igen (Thomas G:son, Ted Ström)
  4. Dead by April - Mystery (Pontus Hjelm)
  5. Abalone Dots - På väg (Abalone Dots (Rebecka Hjukström, Sophia Hogman, Louise Holmer), Viktor Källgren)
  6. Marie Serneholt - Salt & pepper (Lina Eriksson, Mårten Eriksson, Figge Boström)
  7. Sean Banan - Sean den förste banan (Sean Banan, Joakim Larsson, Hans Blomberg, Mårten Andersson)
  8. Afro-Dite - The boy can dance (Figge Boström, Catrine Loqvist, Johan Lindman)
Semifinale 2 - 11 febbraio
  1. Andreas Lundstedt - Aldrig aldrig (Niclas Lundin, Maria Marcus, Randy Goodrum)
  2. Top Cats - Baby doll (Mårten Eriksson, Lina Eriksson, Susie Päivärinta)
  3. Mimi Oh - Det går för långsamt (Anton Malmberg Hård af Segerstad, Niclas Lundin)
  4. Thomas Di Leva - Ge aldrig upp (Thomas Di Leva)
  5. Sonja Aldén - I din himmel (Sonja Aldén, Bobby Ljunggren, Peter Boström)
  6. David Lindgren - Shout it out (Tony Nilsson, Fernando Fuentes)
  7. Ulrik Munther - Soldiers (Ulrik Munther, Johan Åberg, Linnea Deb, Joy Deb, David Jackson)
  8. Timoteij - Stormande hav (Kristian Lagerström, Johan Fjellström, Stina Engelbrecht, Jens Engelbrecht)
Semifinale 3 - 18 febbraio
  1. Mattias Andréasson - Förlåt mig (Mattias Andréasson)
  2. Maria BenHajji - I mina drömmar (Nanna Svensdóttir, Thomas Cars)
  3. Love Generation - Just a little bit (RedOne, John Mamann, Jean-Claude Sindres, Teddy Sky, Yohanne Simon, Bilal "The Chef" Hajji)
  4. Andreas Johnson Lovelight (Andreas Johnson, Peter Kvint)
  5. Björn Ranelid feat. Sara Li - Mirakel (Fredrik Andersson, Björn Ranelid)
  6. Carolina Wallin Pérez - Sanningen (Michael Clauss, Martin Bjelke, Carolina Wallin Pérez, F Dread)
  7. Molly Sandén - Why am I crying (Molly Sandén, Aleena Gibson, Windy Wagner)
  8. Youngblood - Youngblood (Fredrik Kempe, David Krüger)
Semifinale 4 - 25 febbraio
  1. OPA - Allting blir bra igen (Michael Sideridis)
  2. Danny Saucedo - Amazing (Danny Saucedo, Peter Boström, Figge Boström)
  3. Lotta Engberg & Christer Sjögren - Don't let me down (Lasse Holm, Lars 'Dille' Diedricson)
  4. Hanna Lindblad - Goosebumps (Hanna Lindblad, Linda Sundblad, Tony Nilsson)
  5. Axel Algmark - Kyss mig (Axel Algmark, Mattias Frändå, Jonathan Magnussen)
  6. Dynazty - Land of broken dreams (Thomas G:son, Thomas 'Plec' Johansson)
  7. Charlotte Perrelli The girl (Fredrik Kempe, Alexander Jonsson)
  8. Lisa Miskovsky - Why start a fire (Lisa Miskovsky, Aleksander With, Bernt Rune Stray, Berent Philip Moe)

Come sempre 2 canzoni andranno avanti subito e 2 andranno al Andra Chansen (il Second Chance, ovvero il ripescaggio).

PS: Andreas Lundstedt è il cantante degli Alcazar. 

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Headlines: il punto della situazione

giovedì 24 novembre 2011


Dal ultimo Headlines, in cui parlavo del ritorno di Lys Assia ne è passato di tempo, quindi è ora di fare un po il punto della situazione.

Partecipanti
Siamo a quota 36: Francia, Germania, Spagna, Regno Unito, Azerbaijan, Albania, Austria, Bielorussia, Belgio, Bosnia, Bulgaria, Croazia, Cipro, Danimarca, Estonia, Finlandia, Grecia, Irlanda, Islanda, Israele, Lettonia, Lituania, Macedonia, Malta, Moldavia, Norvegia, Paesi Bassi, Romania, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Svezia, Svizzera, Turchia, Ucraina, Ungheria. Più il quasi probabile San Marino e forse l'Italia.    La Repubblica Ceca ha ufficialmente dichiarato che non ritornerà, mentre l'Armenia, la Polonia e il Portogallo sono ancora in dubbio. Se tutte le nazioni citate saranno confermate saremo a quota 41.


Selezioni interne, che passione!
La Francia farà una finale nazionale? Certo e io sono Maria Antonietta. La Francia sceglierà internamente anche per Baku. Così come hanno già scelto internamente Cipro (Ivy Adamou), la Macedonia (Kaliopi), il Belgio (Iris), la Serbia (Željko Joksimovič) e la Slovacchia (Miro Smajda). Probabilmente la lista di selezioni interne si allungherà ancora di molto. Per (s)fortuna pare che anche l'Irlanda sceglierà internamente e toccherà ai Jedward volare a Baku. Speriamo ci ripensino.



Nomi, nomi e ancora nomi: dalla Svizzera alla Svezia via Bulgaria, Norvegia e Islanda.
Pare che Malta rivelerà i nomi domani. Tra le persone che hanno inviato delle canzoni ci sono naturalmente anche i Faniello.
Scoprite dopo il salto tutti i nomi dei partecipanti alle varie finali nazionali.

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For a thousand years: Irena Vrčkovnik


Irena Vrčkovnik

Gli anni Ottanta, in Slovenia, erano stati dominati dal rock e dalle band. Dopo l’indipendenza la canzone melodica riconquista però un suo spazio, e in questo la nascita (Ema), il ritrovato slancio (MMS) e il ritorno (Slovenska popevka) dei festival ha giocato sicuramente un ruolo determinante. Se in campo femminile il decennio precedente era stato abbastanza desolante, con il declino di tutte le protagoniste del passato senza che ne emergessero altre in grado di sostiturle (Blagne a parte), nei ’90 si fa largo una nuova generazione che si impone soprattutto grazie alle pop-ballads: Darja Švajger, Alenka Godec, Marta Zore, Regina e la protagonista di questa puntata di ‘For a Thousand Years’, Irena Vrčkovnik. 

Originaria di Slovenj Gradec, in Koroška, Irena comincia a cantare in un gruppo durante gli anni di studi in pedagogia. Nel 1991 pubblica il suo primo album che, come i due successivi, alterna pezzi inediti, standard come Ave Maria e Amazing Grace, cover di brani sloveni del passato. La sua rivisitazione di uno dei primi successi della storia della canzone slovena, Ne čakaj na maj (1957), riscuote una grande popolarità e si accompagna a hit come Zaljubljena v Portorož (prima delle sei partecipazioni a Melodije Morja in Sonca) e V meni je poletje. Rispetto alle altre stelle del momento, Irena appare più classica, più vicina alla tradizione e il pubblico mostra di gradire la sua voce calda e la sua immagine attraente ma rassicurante. 

Nel 1995 arriva il debutto a Ema in coppia con il grande Oto Pestner, con il quale aveva già duettato in altre occasioni: si può dire che la loro Oda ljubezni sia emblematica del ritrovato legame con il passato musicale del Paese, nel suo rievocare apertamente lo stile degli anni d’oro della canzone. La semplicità del brano e il perfetto affiatamento di Oto e Irena porta Oda ljubezni a contendere fino all’ultimo la vittoria a Prisluhni mi. Un anno dopo Irena ci prova da sola e chiude di nuovo seconda, con la romantica Naj mesec ugasne, superata soltanto da Regina. Nel 1997 è settima con Kadar boš ob njej zaspal, mentre nel 1998 si concentra sul suo nuovo album, Med nebom in menoj, il più bello della sua carriera, trainato da Če ne bi vedela (terzo posto a MMS), brano che sarebbe stato perfetto per Ema dove probabilmente avrebbe corso per la vittoria. 

Alla selezione eurovisiva si ripresenta nel 1999 con due grandi amiche, Damjana Golavšek e Sanja Mlinar, per presentare la briosa Igra je končana che si classifica quinta. È l’inizio di una fase nuova, in cui Irena esplora nuovi generi e in particolare il country a cui consacra il suo album del 2001, Takšna sem (insieme alla Happy Band), l’ultimo pubblicato fino a ora: nel nuovo millennio, infatti, l’onda del successo si affievolisce, anche se Irena continua a dare prova del suo valore. Nel 2002 torna a Ema con V ritmu, ki me lovi offrendo una coinvolgente esibizione purtroppo ignorata dalle giurie; nel 2004 comincia a occuparsi del coro di bambini Sonce; nel 2006 vince il premio per migliore interprete a Slovenska popevka con Ustvari me ed è tra gli artisti invitati alla serata in ricordo di Majda Sepe in cui propone tra gli applausi Ribič, ribič me je ujel; partecipa a gare di musica popolare come Festival narečnih popevk e Polka in Valček. Del 2010 è il suo più recente singolo Sedmi dan

Scoprite dopo il salto la sua discografia! Non sono disponibili link di iTunes. 

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Ourmission: Misija Evrovizija a -5 dalla fine

lunedì 21 novembre 2011


Buonasera lettori! Potrei già quasi dire buonanotte, ma vabeh. Comunque non siamo qua a pettinare le parrucche, ma dobbiamo rendere conto della puntata di ieri di Misija Evrovizija e beh, lo farà Flymark, io mi degno solo di pubblicare il suo commento dopo...ehm....3 ore da quando l'ho ricevuto, ma stavo guardando To wong foo, thanks for everything! Julie Newmar e non mi metterò certo in pausa un così bel film per pubblicare sul blog. Coooomunque se vi piace la tematica drag queen, LGBT&co guardatevelo! Priscilla al confronto?Non fatemi bestemmiare vi prego. Comunque bando alle frange ecco cosa ci dice Flymark questa settimana:


"Misija Evrovizija si avvicina a rapidi passi alla finale e cominciano a esserci alcune conferme: la prima, che le ragazze rimaste sono tutte promettenti, preparate, con voci interessanti. In una serata tutta dedicata, finalmente, alle canzoni slovene, hanno brillato in particolare Eva Boto con Prisluhni mi di Darja Švajger, Manuela Brečko con Dež di Nina Pušlar e Nika Zorjan con Ladadidej, presentata da April all'ultima edizione di Ema. A lasciare il gruppo è stata Nadja Irgolič, dolce ed emozionante con The Climb nello spareggio finale, ma in effetti un po' debole rispetto alle altre concorrenti. La seconda, che nessuna è sembrata fino a oggi veramente pronta per un palcoscenico internazionale. Nessuna pare nemmeno avere l'energia dirompente di Maja Keuc. Sarà un'opinione controcorrente del sottoscritto, che pure sta apprezzando la trasmissione e le cantanti in gara, ma un talent show avrebbe il compito di lanciare voci nuove, non di gettarle direttamente nell'arena più prestigiosa. Le finaliste hanno tutte dai 15 ai 22 anni e l'esperienza stanno cominciando a costruirsela solo ora. Ma questa, a quanto pare, è la tendenza del momento e del resto anche a Ema la Slovenia si è sempre dimostrata molto sensibile ai protagonisti usciti da questo genere di programmi, con le vittorie di Omar Naber, Anžej Dežan e Maja Keuc e i secondi posti di Eva Černe e Nina Pušlar. Tanto valeva, come si sta facendo, passare direttamente al talent per selezionare il rappresentante all'Esc. Ma chi scrive resta convinto che l'Eurovision dovrebbe essere un premio per chi ha già una carriera avviata e di successo."
Flymark

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For a thousand years Rétro: Pepel in kri

mercoledì 16 novembre 2011


Rétro: PEPEL IN KRI 

Una volta al mese la storia dei protagonisti di Ema lascerà il posto a un lungo salto all’indietro nel tempo, quando la Jugoslavia era l’unico Paese dell’Est a partecipare all’Eurovision e organizzava la sua selezione interna come una gara tra brani delle varie repubbliche. 
Anche tanti nomi di rilievo della musica slovena, naturalmente, vi presero parte. E per la nostra retrospettiva, non si può non cominciare da quella Dan ljubezni divenuta il brano-simbolo della canzone slovena, in grado ancora oggi di unire in una sola voce gli amici che festeggiano un compleanno o gli invitati a un matrimonio ad alto tasso alcolico, celebrata all’Eurovision Song Contest 1975 dai Pepel in kri, il più famoso gruppo corale di musica leggera di tutta la ex Jugoslavia. Un esempio della passione degli sloveni per i cori e per i gruppi vocali che affonda le sue radici già negli anni Cinquanta, con gli Optimisti, e che arriva dritto fino a oggi, con il consenso a livello internazionale che stanno riscuotendo i Perpetuum Jazzile. 
Quando si presentano a Opatija, il più grande festival jugoslavo dell’epoca, utilizzato dal 1973 al 1976 anche per selezionare il rappresentante del Paese all’Esc, i Pepel in kri (Cenere e sangue! ) sono freschi di debutto: i loro primi brani, Enakonočje e Naj bo baby, erano stati subito dei successi. La concorrenza è agguerrita: quella del 1975 è un’edizione indimenticabile, in gara per le altre repubbliche ci sono Neda Ukraden con Srce u srcu, Bisera Veletanlić con Ti si čovek moj, gli Indeksi con Ti si mi bila naj naj e tanti altri, ma pubblico e giuria concordano nell’attribuire la vittoria ai dodici sloveni. I Pepel in kri sono un esempio di collaborazione tra artisti: tra loro infatti ci sono Ditka Haberl (lead singer di buona parte dei brani), Oto Pestner, Ivo Mojzer e Nada Žgur, che contemporaneamente sono sulla cresta dell’onda come solisti, e autori di primo piano come Dušan Velkaverh e Tadej Hrušovar. La composizione del gruppo cambierà spesso, al punto da generare la battuta che entro il 2000 ogni sloveno avrebbe finito per farne parte almeno una volta. Intorno a Dan ljubezni c’è la fiducia dell’intera Jugoslavia: la canzone (una delle poche esportate anche all’estero, nella versione in inglese A Day of Love) sembra quella giusta per piazzarsi nelle primissime posizioni. A Stoccolma (dove per regolamento possono salire sul palco solo in sei) arriva invece un deludente tredicesimo posto, che sommato all’ultimo ottenuto un anno dopo dai bosniaci Ambasadori spinge JRT, la tv jugoslava, a ritirarsi dalla competizione europea, alla quale farà ritorno solo nel 1981. 
Ma per i Pepel in kri si apre un periodo di immensa fortuna: portavoci della Slovenia in tutto il Paese, fino a metà anni Ottanta sfornano una hit dopo l’altra. Dan ljubezni resta in classifica per un anno intero e nel 1976 con Moja srečna zvezda il gruppo tenta il double a Opatija, dove però deve accontentarsi del sesto posto. Ljudje pomladi, Po bitki so generali vsi, Ljubljanski grad, Dekle iz zlate ladjice, V meni živ je smeh, Kot nekdo ki imel me bo rad, Pesem za dinar, la discosong Superman sono solo alcune delle loro successive evergreen, a cui si aggiungono successi in croato come Samo tvoje ime znam e Tu je Dalmacija presentati al Festival di Spalato. 
I Pepel in kri sono stati tra i rari nomi della musica slovena a godere a lungo di una vasta fama in tutta la ex Jugoslavia. E c’è anche il loro contributo dietro la vittoria di Toto Cutugno all’Eurovision 1990, visto che il cantante italiano volle cinque di loro come backvocals di Insieme, incisa anche nella versione slovena come Evropa ’92. Molti successi dei Pepel in kri sono raccolti nel cd Dan ljubezni (RTV Slovenija, 1999) [iTunes].

Nota: Come avete visto i post di For a thousand years Rétro sono un po diversi dal solito For a thousand years. Siccome spesso si parla di canzoni e di anni molto datati, non tutti i video sono disponibili su Youtube. In questo caso usiamo MojVideo.com o dailymotion. Per il primo, si tratta di un sito di video stile youtube in sloveno. È del tutto uguale a youtube. 

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OurMission: Misija Evrovizija a -6 dalla fine

lunedì 14 novembre 2011


Misija Evrovizija è entrata ieri sera nella sua fase più calda. Come nel classico gioco delle sedie, ogni settimana c'è un posto in meno a disposizione: e come direbbero Carlo Conti o Fabrizio Frizzi, "per Gašper Rifelj, Misija finisce qui", e da ora in avanti diventa veramente un concorso riservato alle miss. Perché la vera sorpresa è proprio questa, quando mancano due mesi per conoscere il nome di chi rappresenterà la Slovenia a ESC 2012, una certezza c'è già: anche l'anno prossimo toccherà al gentil sesso. Pubblico e giudici hanno concordato, nel pop le ragazze si sono dimostrate più talentuose. In realtà nella prima puntata di questo conto alla rovescia Gašper (unico sopravvissuto degli undici concorrenti maschili) ha dato il meglio, soprattutto nello spareggio finale, ma anche Flora Ema Lotrič non è stata da meno e alla fine è stata la sedicenne a raggiungere le colleghe già ammesse dopo la prima esibizione: Manuela Brečko, le sorelle Prusnik, Nika Zorjan, Nadja Irgolič, Brina Vidic ed Eva Boto, forse la più convincente fino ad ora, anche per la sua capacità di interpretare al meglio brani di generi molto diversi. Nel complesso, una delle serate migliori, sia per il buon livello delle performance che per il ritmo incalzante.

Dopo il salto tutte le performance di ieri!

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For a thousand years: Alenka Godec

mercoledì 9 novembre 2011


ALENKA GODEC

Se si volesse indicare una voce femminile rappresentativa della Slovenia indipendente, sarebbe impossibile prescindere da Alenka Godec. Una serie impressionante di riconoscimenti, di prestigiose collaborazioni, di presenze a rassegne e festival nazionali e internazionali ha accompagnato fino a oggi la sua lunga carriera.
Qualcosa è mancato? Forse sì: l’Eurovision, che brilla invece nel curriculum di altre due grandi a lei spesso accostate per il rilievo mantenuto nel tempo, Darja Švajger e Nuša Derenda, con le quali tra l’altro ha spesso collaborato. Peccato, sarebbe stata una garanzia di classe e di qualità. Ma il cammino di Alenka Godec è stato tortuoso e non sempre adeguatamente apprezzato dal grande pubblico: del resto alle mode del momento ha sempre risposto con scelte “alte” e personali. Solo oggi, a maturità artistica da tempo raggiunta, anche le vendite discografiche le riconoscono il giusto valore, e l’ESC probabilmente è un sogno ormai riposto nel cassetto e sostituito da altri traguardi e altre soddisfazioni.
Il primo approccio eurovisivo risale al 1989, quando era la voce dei Cafè con i quali fu selezionata da TV Ljubljana per Jugovizija (il festival in cui veniva scelto il rappresentante “federale” per l’Eurovision) sull’onda del grande successo ottenuto l’anno prima a Pop delavnica con Tvoja. Accompagnati anche da Marta Zore e Mojca Vižintin, Alenka e i Cafè presentano Kadar sem sama e si piazzano dodicesimi.
Quando nel 1993 la Slovenia organizza la prima selezione indipendente della sua storia, Alenka ha già avviato la sua carriera solista con la pubblicazione del suo primo album e con la romantica Tisti si ti arriva un ottimo terzo posto.
Ma gli anni Novanta la vedono attiva soprattutto come raffinata interprete di ispirazione jazz.
La svolta arriva con il nuovo millennio: l’avvio della proficua collaborazione con Aleš Klinar e con l’amica Anja Rupel, stella del pop-dance anni ’90, la avvicina a nuove sonorità e a un pubblico diverso e più giovane. Ema 2001 è il luogo in cui la trasformazione avviene: quella che sale sul palco e che spiazza tutti conquistando il terzo posto con la moderna Če verjameš ali ne è una donna nuova anche dal punto di vista dell’immagine, con un look più curato, elegante e originale. È l’inizio di un periodo d’oro, in cui Alenka viene ammirata dalla critica, domina due edizioni di Hit festival (con V meni je moč nel 2001 e con la splendida ballata Ni me strah nel 2002) e giunge seconda a MMS 2002 con Raje mi priznaj.
A Ema 2003 è l’unica in grado di inserirsi nella sfida del momento tra Karmen e Nuša: con la grintosa Poglej me v oči colleziona un altro terzo posto, sostenuta finalmente anche dal televoto.
I successi proseguono in un magico 2004 grazie a due ballate scritte con Anja: primo premio della giuria e premio per miglior interprete a MMS con quello che diventa subito un suo brano-simbolo, V dobrem in slabem; terzo posto a Slovenska popevka con Rada bi znova poletela.
Un mezzo passo falso può essere considerato quello compiuto nel 2006: di fronte al diffuso desiderio di vederla anche a Ema in versione più melodica e poetica, Alenka persevera con gli uptempo e si presenta con Hočem stran, pezzo un po’ ripetitivo e meno fresco dei precedenti. È l’ultima volta, Ema diventa sempre più territorio per voci emergenti, ma per Alenka sta per aprirsi, con dimensioni forse inaspettate, la fase professionale più luminosa con i due album di brani sloveni rivisitati So najlepše pesmi že napisane e una lunga serie di acclamati concerti.


Scoprite dopo il salto due video di Alenka all'EMA (Tisti si ti come partecipante e il medley con Derenda, Švajger ed Eroika come ospite all'EMA 2008), l'elenco di tutti i suoi cd ed i link ad iTunes!

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